Villagers • {Awayland} (2013)

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Parigi, sold out. Bis il 22 maggio a La Cigale. Glasgow sold out. Manchester sold out. Esauriti anche Bristol, Brighton, Zeewolde in Olanda e, ovviamente, la partita in casalinga in quel di Dublino. E, a quanto pare e si dice, è soltanto l’inizio di un piccolo nuovo fenomeno europeo chiamato Villagers appena a ridosso della pubblicazione di questo {Awayland} che dà seguito, torturandolo per evoluzione espressiva, al predecessore Becoming a Jackal che pure conquistò la sua bella nomination al Mercury Prize 2010. Non è delitto quindi prendere a prestito la definizione che a suo tempo fu data ai tratti musicali di questa band (che non è una one man band, come il buon Conor O’Brien tiene personalmente a specificare nella home del sito ufficiale): quintessenza dei filoni aurei di grossa parte del pop albionico. Prima di tutto perché, mettiamolo ben in chiaro, di pop si tratta. Il folk entra in alcune strumentazioni altrimenti anche sinfoniche e nell’immaginario naturistico spalmato nei testi o, anche solo concettualmente, nella title track che altro non è che la definizione in note dell’onirica terra di nessuno raffigurata sulla copertina dell’album. Ma {Awayland} è tutto fuorché un concept. C’è ibridazione culturale (dagli Sparklehorse agli Auteurs qui il passaggio tra le due sponde dell’oceano è davvero breve), inquietudine nella scrittura, melodia destrutturata eppure carezzevole. Talvolta minimalista come nel primo singolo “The Waves”, talvolta tristemente zuccherina come nella più radiofonica “Nothing Arrived”. È un’asticella più in alto dell’esordio e di grossa parte della concorrenza questo lavoro. Il punto di congiunzione è l’iniziale “My Lighthouse”, il verbo del balzo in avanti sono le partiture di “Earthly Pleasure” nonché il sommo e aulico auspicio di “In a Newfound Land You’re Free”. Tutti pezzi che dovrebbero deflagrare e invece collassano volantariamente nei crescendo finali. Fa parte dell’understatement del personaggio, evidentemente. Soltanto un paio di episodi minori non fanno gridare al capolavoro, ma ammettiamolo: il formato EP sarebbe stato un colpo al cuore al lancio voluto dalla Domino Records.

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Villagers (2013) {Awayland}

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{Awayland}

2013 • folk & pop stories

83
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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo