How to Destroy Angels • How to Destroy Angels EP (2010)

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Forse è ora di farla finita, purtroppo. La spirale è davvero discendente e non c’è verso di tornare su. Basta poco per inquadrare l’extended play d’esordio della nuova creatura di Trent Reznor: v’è piaciuta quella crosta ormai autenticata che era Year Zero? Benissimo, quella stessa techno spicciola la ritrovate qui, melodicizzata dalla voce afona della signora Reznor, al secolo Mariqueen Maandig, guidata dai sensuali (?) bisbigli nell’orecchio dell’ex Mr. Selfdestruct. Magari il tutto risulta meno truzzo e volgarotto, ma la sostanza è la medesima. Oddio, se è vero che l’utilità è pari a zero, ci si può sempre accontentare se proprio non si ha voglia di mettersi a cercare dell’elettronica di qualità, che per altro di questi tempi non manca di certo. Ma dall’esordio di questo trio (la parte del terzo incomodo spetta ad Atticus Ross, in passato mente dei 12 Rounds, successivamente colpevole di svariate co-produzioni di dubbio gusto, non solo con Trent) non ci si aspetti niente di nuovo, né tantomeno una qualche integrazione alla ricerca sonora che come detto, sembra essersi fermata al momento più basso della storia dei Nine Inch Nails. Sono sei canzoni, un paio passabili seppure senza alcuna sorpresa, le altre che invece inducono allo skip dopo neanche un minuto di effetto rallenty. C’è anche da chiedersi quanti soldi siano stati spesi per il video cinematografico che accompagna “The Space in Between”, e soprattutto se nel proseguimento della storia, Atticus Ross se ne uscirà fuori dall’armadio per completare il triangolo che no, non avevamo considerato. Sarebbe davvero la cosa più interessante che questo progetto potrebbe offrire.

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How to Destroy Angels (2010) How to Destroy Angels EP

How to Destroy Angels

How to Destroy Angels EP

2010 • sensual techno

50
/100

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Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo