Aphex Twin • Cheetah EP (2016)

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Caro zio Richard, siamo contenti che ti sei rifatto vivo dopo oltre un decennio. Un ascolto per curiosità te lo daremo sempre e quel Computer Controlled Acoustic Instruments pt2  dell’anno scorso sembrava un buon segno, in cui si notava una voglia residua di sperimentazione. Dobbiamo però confessare una cosa: sì, eravamo abbastanza emozionati all’uscita di Syro e di conseguenza siamo stati di manica un po’ larga. Ti abbiamo dato fiducia sul nome. Ma ora con l’inevitabile senno del poi e il nuovo giocattolo di nome Cheetah, dobbiamo dirtelo: stai invecchiando e forse anche precocemente. Syro è rimasto lì sullo scaffale a prendere la polvere e di questo EP inedito… che dire? Suoni ammuffiti, melodie che dimentichi nel giro di una settimana, sostanzialmente niente di nuovo in un genere che trovate simili le esprimeva dieci anni fa, se non di più. Magari l’unico desiderio che hai adesso è proprio quello di lasciarti andare in maniera rilassata senza alcuna ambizione: in genere è alle vecchie glorie che si concede la libertà di fare ciò che si vuole. Ma a questo punto ci chiediamo sul serio se il pazzo e schizofrenico Aphex Twin di un tempo lo ritroveremo più. Noi la sufficienza te l’abboniamo ancora, più per affetto che per merito. Va da sè quindi che alla prossima opera deludente non saremo clementi.

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Aphex Twin (2016) Cheetah

Aphex Twin

Cheetah EP

2016 • chill aphex techno

62
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo