Plaid • The Digging Remedy (2016)

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Il limite dei Plaid è sempre stato quel loro voler abbracciare uno spettro troppo ampio della IDM che penalizza la fluidità di ascolto, e che spezza costantemente il ritmo e l’immaginazione. Forse più che su long playing, il loro meglio l’hanno spesso dato sulle brevi durate, perché meno notavi questa disomogeneità più e meno pronunciata di cui quasi tutti i loro dischi soffrivano. Non rinunciando all’ibridazione sincopata tra strumenti reali e tracce sample, il nuovo The Digging Remedy – manco a dirlo edito dalla Warp – risulta ascolto fruibile e non privo di nuovi elementi di interesse: Andy Turner e Ed Handley hanno messo in piedi 12 pezzi di quella che una volta potevi chiamare ambient techno, e che oggi dai per musica quasi scontata. Mancano profondità, quel briciolo di irrazionalità artistica che può dare emozioni, o almeno uno sfondo scenografico integratore verso cui dirigere i pensieri quando ascolti questi brani, un po’ come accade in Four Tet. Sono stili, sono versioni della verità. Ci va bene anche così, ma preferiamo le crepe e gli spigoli, preferiamo percorsi obliqui.

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Plaid (2016) The Digging Remedy

Plaid

The Digging Remedy

2016 • ambient techno

71
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo