The Weeknd • Beauty Behind the Madness (2015)

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Abel Tesfaye, ovvero The Weeknd, continua a seguire imperterrito la propria strada verso la vetta, ben lontano dal percorso che noi e tutto il pubblico indipendente gli ha da sempre affibbiato. L’unico modo per riuscire a farsene una ragione e apprezzare un minimo la nuova pelle del canadese è abbandonare una volta per tutte le grandi speranze nascoste dietro all’ormai leggendario House of Balloons e guardare avanti. L’R&B oscuro e sensuale degli esordi si è lentamente sbiadito lasciando il posto a sonorità pop e convenzionali, più adatte al grande pubblico. Detto questo, la virata di stile purtroppo è accompagnata da una banalizzazione generale dei temi, scadendo in luoghi comuni e frasi fatte, estremamente inadatte per chi nella musica cerca qualcosa di più di un semplice accompagnamento quotidiano. Agli episodi pomposi e brutti (a tratti bruttissimi) fanno disgraziatamente da contro canto anche qualche ottimo guizzo e alcune ottime melodie che rendono anche quest’ultima fatica di Abel impossibile da cestinare completamente. Riusciremo mai ad accettare il fatto di aver perso per sempre il “nostro” The Weeknd? forse solo quando ci regalerà un disco indecente da inizio a fine.

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The Weeknd (2015) Beauty Behind the Madness

The Weeknd

Beauty Behind the Madness

2015 • pop r'n'b

64
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo