Lakker • Tundra (2015)

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È passato oltre un anno da quando insistemmo sul concetto di vita artificiale, in occasione dell’uscita di A U R O R A di Ben Frost. Sintetico e organico, oscillatori e respiro, avevano trovato modo di interconnettersi grazie a quell’album, ormai uno dei classici electro dei nostri giorni. Anche Tundra, del duo irlandese Lakker, finisce per sottolineare musicalmente l’affascinante rapporto tra il naturale e l’artificiale, evocando però paesaggi piuttosto che cellule. In Tundra entra invece in gioco la vastità della natura contro l’intrusione dell’intervento umano. Eppure, la musica elettronica – comunque una creazione dell’uomo – è perfettamente in grado di evocare immensi campi innevati, ne permette una dettagliata rappresentazione mentale al punto da riuscire quasi a trasmettere anche il loro freddo nonostante le elevate temperature estive, come se fosse riuscita a riprodurli fisicamente. Ma è una tundra in cui sorgono complessi industriali pieni di rugginosi macchinari spenti e centrali nucleari abbandonate, è un enorme spazio aperto che pone in contrasto un cristallino cielo notturno, sgombro dall’invadenza dell’inquinamento luminoso, e città del tutto deserte. Interferenze umane di passaggio, che appaiono piccole riassorbibili nei secoli dalla natura stessa, sempre più insignificanti rispetto all’imponenza dei massicci montuosi sullo sfondo. Ed è tutto solamente un sogno elettronicamente indotto, con un tocco di mistero che ricorda tantissimo l’Aphex Twin di Drukqs e Selected Ambient Works II, che piace sempre. Tra percussioni profonde e vocals suggestivi, l’unico difetto di Tundra è proprio il suo richiamare alla mente i maestri dell’industrial e dell’IDM, nonostante gli sforzi volti alla creazione di una dimensione propria. Il suo fascino, però, è notevole.

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Lakker (2015) Tundra

Lakker

Tundra

2015 • industrial snow

80
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo