Subwave • Subwave (2012)

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Curioso ascoltare un disco drum’n’bass proveniente da Mosca ma, in questi dieci anni di attività, Gleb Soloviev non è certo rimasto confinato in Russia. Molto Inglese, mascherone in copertina che richiama immediatamente SBTRKT, furbo esotismo, più scorrevolezza che novità, volume da alzare sconsideratamente su “Green Water” e “Asteroids”: Subwave è tutto qui, da prendere e poi lasciare.
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Subwave (2012) Subwave

Subwave

Subwave

2012 • russian uk bass

68
/100

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Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo