Levon Vincent • Levon Vincent (2015)

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Ascoltiamo l’esordio di Levon Vincent ormai da qualche mese, ma decidiamo di parlarne solo ora, in consapevole ritardo, un po’ per la difficoltà riscontrata nel cercare di venirne a capo, un po’ perché era noioso ritrovarsi a ripetere le stesse cose che si leggevano ovunque. Nome già noto nel suo ambiente, e dunque atteso alla prova su LP: check. Ha regalato il download il giorno prima dell’uscita: check. “This is music for the ugly ducklings of the world. Music for swans”: check. “Junkies on Hermann Strasse” è brutta e piena di rumoracci industrial: check. Nulla contro chi ha da subito manifestato il proprio entusiasmo nei confronti di questa uscita, ma noi avevamo il dubbio che non solo si trattasse di un disco abbastanza difficile da penetrare, ma che lo fosse esclusivamente per provocazione, gioco o scelta strategica, e non per una reale necessità espressiva. Un album non innovativo, ma neanche privo di fascino. Troppo leggero nel beat, eppure prosegue deciso, quasi mormorando un tranquillizzante “fidati, la strada la conosco io”. Cos’è che non torna, allora? Molto probabilmente è la successione dei pezzi, abbastanza sbilanciata (per non dire scriteriata, vedi proprio “Junkies” piazzata lì giusto per smorzarti l’entusiasmo), cosa che di certo non ti aspetti da un dj, a meno che… non decida di farlo di proposito, appunto. Esile e sfuggente nella prima metà, assume corpo, sostanza e la sua ragion d’essere nella seconda. È un disco ingannevole e subdolo, induce ad un ascolto meditativo, sembra che i minuti scorrano senza che stia veramente accadendo qualcosa, ma nel momento in cui ci si ritorna ogni frammento melodico ritrova la propria collocazione nella memoria. O meglio, vi si era installato sin dal principio, c’era soltanto da tirarlo fuori. Ed è allora che se ne coglie il valore. Levon è riuscito a trasmettere qualcosa, e l’ha fatto persino in maniera laterale, senza che neanche ce ne accorgessimo. Notevole. Ora sì, possiamo dirlo con la giusta convinzione.

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Levon Vincent (2015) Levon Vincent

Levon Vincent

Levon Vincent

2015 • techno wave

81
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo