Jlin • Dark Energy (2015)

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Jlin è una producer che prende molto seriamente la sua musica. In riferimento a Dark Energy, ha dichiarato “this album took my entire life to make” e che lei crea “from a place that is the belly of the beast”, perché i posti felici vanno bene solo per le vacanze. Una volta realizzato che il footwork era la propria strada, la ragazza di Gary, IN ha però deciso di non basarsi esclusivamente sui sample, e ciò rappresenta non solo un’autentica sfida per lei, ma anche una grossa novità per il genere di riferimento. Eppure, questa basilare differenza con le altre produzioni e la rilevanza che Jlin stessa dà alle parti vocali non rende il footwork di Dark Energy immediatamente accessibile a un pubblico rock. O almeno, non ai livelli di Severant di Kuedo, col suo suggestivo linguaggio fantascientifico e retrofuturistico e le sue orecchiabili melodie da Blade Runner 2 (…ops). La natura stessa del footwork tenderebbe a far prevalere il movimento sull’atmosfera (e non viceversa come nel caso dello stesso Severant), ma l’approccio di Jlin riesce a far lavorare insieme le due cose con grande naturalezza. Tuttavia non bisogna andare alla ricerca delle melodie, può essere invece fondamentale essere in grado di cogliere e apprezzare ogni micro-variazione sonora: quando cambia il modo di far risuonare un singolo beat, è come se cambiasse tutto. Non ci sono alternative al lasciarsi prendere dalla frenesia del ritmo, ne vanno accettate le forme destrutturate e frastagliate e bisogna affrontarne ogni spigolo pericolosamente acuminato. Dark Energy è profondamente black, umano ed elettrico. La Planet Mu ci crede, ma non possiamo fare a meno di chiederci: fuoco di paglia o rivelazione?

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Jlin (2015) Dark Energy

Jlin

Dark Energy

2015 • black electricity

82
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo