ambiq • ambiq (2015)

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Dietro il progetto ambiq troviamo i tre musicisti Max Loderbauer, Claudio Puntin e Samuel Rohrer. Dark Organic Ambient, è così che definiscono lo stile della loro opera, fatta di sintetizzatori analogici e strumentazione classica. ambiq è un lungo trip, tanto sperimentale – per quanto tale termine possa avere senso, oggi – quanto di classe. I fiati, piuttosto che imporsi in maniera snobistica, regalano quel tocco un po’ misterioso che ci piace sempre, mentre il beat, quando presente, contribuisce a dare un punto di riferimento utilissimo in fase di orientamento. Assolutamente non per tutti, è un ascolto che richiede la giusta predisposizione in quanto decisamente ostico in diversi punti, ma una buona chiave d’accesso è rappresentata da “Toxic Underground”, che non dovrebbe intimorire più di tanto il pubblico di Aphex Twin, Tim Hecker e Oneothrix Point Never, e neanche quello di Swans e Lustmord. Da segnalare anche l’esistenza di un remix di “Tund” firmato Ricardo Villalobos, il pezzo che più facilmente si predisponeva a un’operazione del genere, e di quello della stessa “Toxic Underground” ad opera di Tobias., entrambi ad accompagnare questa re-release del lavoro dello scorso anno del terzetto.

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ambiq (2015) ambiq

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2015 • dark organic ambient

78
/100

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Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo