Aphex Twin • Computer Controlled Acoustic Instruments PT2 (2015)

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È il disco dal titolo onesto. Praticamente uno spoiler dichiarato di 27 minuti. La mossa che non ti aspetti. È il lato oscuro di Syro, volutamente, sin dalla copertina. E se quello peccava soprattutto di poca innovazione sonora, con le sue voci robotiche e i beat certo ben orchestrati, ma alla fine già sentiti: bene, allora solo strumenti acustici. Così imparate.
Sono già comparse qua e là recensioni lamentose. Io dico che il genio ci ha giocati ben bene e ci sarebbe solo da apprezzare. La critica fondamentale fatta a Syro era che fosse troppo lineare e intellegibile: ebbene, allora anche se Richard è cambiato e cresciuto e ora è tanto rilassato e tutto il resto, sembra che alla fine un po’ ci odi ancora – noi, suoi fan – e tutto sommato fa anche bene. Perché se Syro è troppo pop (e se lo pensate, comunque, rimettete su “180db_[130]”), allora sapete che vi dico? Ora vi piazzo il suo esatto contrario, un bell’EP praticamente avant-jazz, e non ci capirete niente, e scommetto che vi lagnerete, stavolta, anche di questo.
Computer Controlled Acoustic Instruments pt2 è totalmente diverso, ed è bello così. Forse non resterà nella storia, ma ha una sua ragion d’essere. Apriamo la mente e le orecchie invece di aggrapparci solo alle nostre aspettative: vedrete che ci troverete qualcosa, ancora una volta, anche in questa sconnessa mezz’ora di degenerazione acustica. E poi dai: ci avevate creduto davvero che potesse finire tutto con quegli uccellini di sottofondo in “aisatsana [102]”? Parliamo sempre, alla fine, di Aphex Twin.

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Aphex Twin (2015) Computer Controlled Acoustic Instruments PT2

Aphex Twin

Computer Controlled Acoustic Instruments PT2

2015 • aphex twin

72
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo