AA. VV. • Hyperdub 10.1 (2014)

articolo di

Dieci anni sono passati da quando Steve Goodman in arte Kode9 dette luce all’eclettica Hyperdub. La lungimiranza non è mancata al ragazzo di Glasgow e la compilation è un vero e proprio compendio delle produzioni di questo decennio. Il mood oscuro dell’etichetta viene espresso nelle prime tracce della raccolta che con Mala e Kuedo sondano il dubstep più buio. Ci sono anche brani da dancefloor come l’ottima “Ambush” di Flowdan. Non manca il lato più sperimentale: DJ Rashad & Gant-Man sviscerano in “Acid Life” dissonanze e beat. Parlavamo di lungimiranza per via delle scelte coraggiose fatte negli anni. Basti pensare alla retrodance di Ikonika – presente con la follia a 8 bit “Idiot” – o alla deep house sperimentale di Walton, sbattuta in faccia con “Aggy”. Non manca la punta di diamante Burial ovvero l’emblema della casa discografica e il maggiore testimonial di un vero e proprio modo di sentire l’elettronica. La traccia “Spaceape” (Burial feat. Spaceape) è una riuscita collaborazione ancora più carica di importanza oggi a pochi giorni dalla notizia della prematura scomparsa del talentuoso The Spaceape aka Stephen Samuel Gordon. Nelle oltre due ore presenti abbiamo quindi una istantanea della musica elettronica più significativa della decade che non conosce cedimenti e stupisce ora come nel 2004. Imprescindibile per chi chiunque voglia parlare di dub coniugando il verbo al presente.

Social
Info
AA. VV. (2014) Hyperdub 10.1

AA. VV.

Hyperdub 10.1

2014 • dub masters

82
/100

Archivio:

Links
Media
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo