Tim Hecker • Dropped Pianos EP (2011)

articolo di
Dropped Pianos non è un semplice EP. Non si può certo non parlare di quest’ultima uscita di Tim Hecker senza nominare il full length Ravedeath, 1972, visto che stiamo parlando di veri e propri sketch o demo dai quali presumibilmente è nato e/o stato influenzato quest’ultimo. Ma qui c’è un’altra dimensione raggiunta, un’altra atmosfera. Quasi a voler sostituire il suono riempitivo del pipe organ e dei synth di Ravedeath – per quanto possa essere riempitivo un disco ambient partorito all’interno di una chiesa isolatissima in Islanda – con un piano costantemente saturo di echo e riverbero. Qui è tutto molto più intimo, dilatato, sognante, e fa dannatamente freddo. In poco meno di mezzora si capisce cosa è capace di tirar fuori un artista con indubbio gusto dall’etere islandese che ha generato le parti più cupe di Vòn dei Sigur Ròs, giusto per fare un paragone. Già partendo dalla copertina, esatto negativo di quella di Ravedeath 1972, si capisce che ci si sta immergendo nella seconda faccia della medaglia di uno stesso lavoro, se non nella sua ispirazione più oscura e profonda, o nel suo scheletro se vogliamo. Andando oltre la copertina, basti pensare che Dropped Pianos è la versione ribaltata del titolo di “The Piano Drop”, prima traccia di Ravedeath. Ed è da qui che inizia il percorso tracciato da un piano che viene stillato sapientemente come gocce all’interno della parte di universo più intima dell’artista. Gocce che quasi risalgono al rallentatore, andando al contrario, per poi tramutarsi in stalattiti di ghiaccio. Un piano che era stato volutamente seminascosto nel precedente lavoro. Ed è così che vengono fuori le parti forse più complesse e gelide di Ravedeath 1972, alcune delle quali risultano in questa veste più assimilabili e coinvolgenti. E’ come se questi sketch lasciati allo stato brado, quasi scollegati e incompleti, fossero stati forgiati solo per rinforzare il lato più glaciale di un disco – e di una personalità – nella quale immergersi tenendo il tasto rewind costantemente premuto. Può piacere anche più di Ravedeath. 

Social
Info
Tim Hecker (2011) Dropped Pianos EP

Tim Hecker

Dropped Pianos EP

2011 • drone ambient

77
/100

Archivio:

Links
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo