Daniele Gregolin – Gabriele Boggio Ferraris • Django’s Roots (2013)

articolo di

Del talento di Gabriele Boggio Ferraris avevamo già parlato tre anni fa, e non si può proprio dire che lo troviamo lì dove l’abbiamo lasciato: la crescita del nostro, sul piano della personalità, è del tutto evidente. La coppia da lui formata con il giovane e affermato chitarrista Daniele Gregolin ci propone una rilettura elettrica di alcuni classici di Django Reinhardt, leggendario chitarrista dallo stile gitano, tra i fondatori del jazz al di qua dell’Oceano. Con il valido supporto di Giacomo Tagliavia al contrabbasso e di Massimo Manzi alla batteria (strumentista d’eccezione, un’istituzione per chiunque si interessi al jazz nostrano), ci vengono regalati cinquanta minuti abbondanti di ottima musica. Pochissime le sbavature, sempre alto il livello: che si tratti del ritmo irresistibile di “Montagne Sainte-Genevieve” o della melodia dolce di “Nuages”, in Django’s Roots vibrafono e chitarra sembrano strumenti nati per stare insieme, con divertimento e passione. Così, sulle note della conclusiva “Swing ’42”, ci scopriamo già a sognare di stare in un café parigino di inizio secolo e di trasferirci poi a una festa animata, popolata però di gente dei giorni nostri.

Social
Info
Daniele Gregolin – Gabriele Boggio Ferraris (2013) Django’s Roots

Daniele Gregolin – Gabriele Boggio Ferraris

Django’s Roots

2013 • jazz elettrico

80
/100

Archivio:

Links
Media
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo