Rick Wilhite • Analog Aquarium (2011)

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Rick Wilhite si industria in molti modi per comunicare con la musica. Il suo negozio di dischi Buy Rite Records è un’istituzione, a Detroit, e la sua carriera come produttore continua tra alti e bassi dal 1996, da solo o con i 3 Chairs, progetto creato con Kenny Dixon Jr, Marcellus Pittman e nientemeno che Theo Parrish. Analog Aquarium è il suo primo LP, il genere è inquadrabile come house ma l’etichetta, come sempre, è insufficiente, limitante e non descrittiva. La musica è dilatata, mollemente tesa tra una rilassatezza da “fase di atterraggio” e momenti di assoluta psichedelia. Questa compresenza non si esaurisce in questi due caratteri differenti ma è essa stessa il leitmotiv dell’album: melodia-dissonanza, ideale-spleen, limpidezza-rumore. Se da una parte queste dicotomie sanno affascinare, attrarre come le crepe su una porcellana finissima, dall’altra frustrano un groove altrimenti tanto inesorabile quanto sottinteso, quasi scontato, caricandolo di forza magnetica. L’altrimenti scarso ascendente non sarebbe comunque l’unico difetto. L’accoppiata spaziale “Cosmic Jungle” e “Cosmic Soup” è incomprensibile: tracce in cui nulla accade. Per otto/nove minuti ciascuna il susseguirsi di un battito, la cui costanza annoia soltanto quanto la vaghezza del proprio suono, è l’unico evento annotabile. Vuoto, accenni di suoni e tanto beat privo di mordente, privo di carattere, un intermezzo, quasi a fine album, di cui non si intuisce la necessità creativa, il motivo, data anche la sua pochezza estetica. È lì e semplicemente sta, un quarto d’ora di non-silenzio dopo il quale si torna, con la stessa violenza con cui ce n’eravamo allontanati, al tormentato disorientamento di “Muzic Gonna Save The World Pt.2”, distopico, disilluso, addirittura cacofonico. Forse tutte le anime del disco sono espressione di ciò che Detroit sa essere ed è, suo malgrado. Il fascino della decadenza.

 

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Rick Wilhite (2011) Analog Aquarium

Rick Wilhite

Analog Aquarium

2011 • detroit house

60
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo