Cosmo • L'ultima festa (2016)

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Come i lettori più attenti alla scena electro ben sanno, Cosmo non è altro che il nome del progetto in lingua italiana dietro il quale si cela Marco Jacopo Bianchi, storico membro dei Drink to Me, apprezzato combo piemontese in circolazione ormai dal 2002. Niente altro che un mezzo per dare libero sfogo al proprio lato più intimo e cantautorale, inevitabilmente destinato a rimanere sullo sfondo all’interno dei lavori della band di appartenenza. I passi in avanti rispetto al precedente Disordine (2013), album tanto interessante quanto acerbo e imperfetto, sono evidenti, soprattutto con riferimento ai testi, senza dubbio più curati. In particolare, la traccia d’apertura “Le Voci” e l’omonima titletrack, entrambe non a caso scelte come singolo, confermano non solo che Bianchi è un profondo conoscitore della musica elettronica in ogni sua possibile declinazione, ma anche e soprattutto che, quando adeguatamente ispirato, è capace di scrivere grandi pezzi, riuscendo a mescolare con sapienza testi non convenzionali, melodie a pronta presa e beat in grado di donare al tutto un sapore autenticamente internazionale. Altrove il risultato non è altrettanto impeccabile e forse nella seconda parte il disco si perde un po’, ma quanto sopra basta e avanza per dare un giudizio assolutamente positivo.

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Cosmo (2016) L’ultima festa

Cosmo

L'ultima festa

2016 • synth pop

70
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo