I Cani • Aurora (2016)

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Le difficoltà a ripetersi che stanno incontrando i Cani, giunti ormai alla terza fatica sulla lunga distanza, sono quelle di moltissime altre formazioni salite troppo velocemente alla ribalta. Sembrano lontani secoli i tempi del Sorprendente album d’esordio (2011), quando Niccolò Contessa – indiscussa anima del progetto – grazie ad un pugno di pezzi estremamente orecchiabili, nei quali venivano raccontate storie di ordinaria quotidianità dal punto di vista di un giovane outsider, era divenuto in brevissimo tempo un piccolo caso discografico con cui avevano finito col dover fare i conti tutti gli appassionati più attenti alle principali novità della nostra scena indipendente. Chi scrive non può che fare ammenda e riconoscere che all’epoca si era approcciato in modo fin troppo superficiale e snob ad un disco sincero e col raro dono di saper parlare il linguaggio di una generazione, che aveva nell’approccio lo-fi e “da cameretta” il suo punto di forza. Una spontaneità e una magia che – come spesso accade – sono venute meno nel momento in cui sono aumentati i mezzi a disposizione e si è iniziato a registrare ad alta fedeltà. I Cani attuali, col loro synth pop levigato ed un po’ ruffiano, sono una band consapevole dei propri mezzi e capace di tanto in tanto di tirare fuori dal cilindro il pezzo di valore – è il caso del nuovo singolo “Non finirà” – ma fondamentalmente anonima, che si confonde tra la moltitudine di gruppi indie-pop che popola il sottobosco underground e strizza pericolosamente l’occhio al pubblico mainstream. Un album tutto sommato gradevole, nel complesso più a fuoco del precedente Glamour (2013), ma incapace di colpire il cuore e la mente dell’ascoltatore più esigente.

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I Cani (2016) Aurora

I Cani

Aurora

2016 • innocuous synth pop

59
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo