The Winstons • The Winstons (2016)

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Progetto fuori dal tempo – e per qualcuno fuori tempo massimo – quello degli Winstons, power trio di gran classe che sembrerebbe aver preso in prestito il nome dalla nota marca statunitense di sigarette. D’altra parte, Linnon Winston (voce, organo, percussioni), Rob Winston (voce, basso) e Enro Winston (voce, organo, sassofono, clarinetto, piano) non sono esattamente degli sconosciuti alle prime armi, visto che dietro i curiosi soprannomi si celano tre autentici veterani della nostra scena indipendente come Lino Gitto (UFO), Roberto Dell’Era (Afterhours) ed Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35, Afterhours). Un lavoro formalmente impeccabile, in perenne bilico tra progressive e psichedelia soffusa – tra Gong e Soft Machine per dirla con le parole dei diretti interessati – senza momenti deboli e che potrebbe benissimo esser stato composto negli anni ’70. La domanda di rito, in questi casi è sempre la solita: al giorno d’oggi hanno davvero senso certi excursus nel passato remoto? Probabilmente sì, almeno quando il risultato finale sono brani suggestivi come “Nicotine Freak” o “Diprotodon”. A pubblicare il tutto la BTF di Matthias Scheller, label che produce e distribuisce un catalogo inestimabile di soundtracks e progressive storico italiano, che per l’occasione darà alle stampe questo album non solo in vinile e cd, ma anche in musicassetta, per venire incontro alle esigenze dei nostalgici più inguaribili.

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The Winstons (2016) The Winstons

The Winstons

The Winstons

2016 • psych prog

70
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo