Parsec • Sulla notte (2015)

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Prodotto da Luigi Tizzano, registrato e mixato da Michele Postpischl (Ofeliadorme), masterizzato a Berlino da Francesco Burro Donadello (Giardini di Mirò, Blonde Redhead), Sulla notte rappresenta a tutti gli effetti l’esordio ufficiale sulla lunga distanza dei Parsec, promettente formazione bolognese della quale avevamo già avuto modo di occuparci nel 2011, quando – ancora giovanissimi – si erano presentati sulle scene con un interessante ep autoprodotto, per molti versi acerbo, ma che già lasciava intravedere le buone potenzialità del progetto, capace di coniugare il post rock più duro con testi introspettivi rigorosamente in lingua italiana, scritti dal polistrumentista Samuele Venturi e declamati dal chitarrista Federico Cavicchi. Questo nuovo disco appare fin dai primi ascolti molto più coeso del predecessore, espressione di quattro musicisti in piena crescita e ormai sufficientemente maturi per avere le idee chiare sul da farsi. Dieci tracce nere come la pece, marchiate a fuoco da un sound granitico ed ossessivo, il cui comune filo conduttore è la notte, capace di amplificare qualsiasi sensazione e da sempre inesauribile fonte di ispirazione per poeti, scrittori ed anime inquiete. Ecco quindi che su di un tappeto sonoro distorto e claustrofobico, in perenne bilico tra Shellac e Massimo Volume – giusto per citare due realtà da sempre indicate da questi ragazzi come punto di riferimento e fonte di ispirazione – si sviluppano le riflessioni e i racconti di un giovane di oggi, intrappolato nei ricordi di un’infanzia ormai lontana e costretto a fare quotidianamente i conti col grigiore di una città di provincia che non sembra offrire prospettive di miglioramento, nella quale l’odiato pub di periferia sembra essere l’unico posto familiare dove poter annegare i propri pensieri (“Luci al neon”). Dal primo singolo estratto “Emile”, ispirato alla vera storia di Emile Griffith, pugile capace di uccidere il proprio avversario a mani nude, all’impeccabile assalto noise di “All’ultimo Piano”, passando per l’intima confessione di “Un’infanzia difficile”, un album che non può e non deve lasciare indifferenti. Duri e puri.

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Parsec (2015) Sulla notte

Parsec

Sulla notte

2015 • post rock

74
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo