Ministri • Cultura generale (2015)

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Partiamo dalla conclusione: Cultura Generale è un disco che delude. Era lecito aspettarsi di più, sia perchè i Ministri sono ormai una delle band più seguite nel panorama alternativo italiano, dischi alle spalle ne hanno già quattro e di esperienza ne hanno ormai maturata, ma soprattutto per il grande annuncio che ha preceduto l’uscita del nuovo lavoro, ovvero la produzione affidata a un certo Gordon Raphael, non uno qualunque (chiedete agli Strokes). Il grande nome avrebbe dovuto corrispondere a una grande occasione e invece ci troviamo a chiederci se era proprio necessario andare a cercare un pezzo così grosso per un lavoro così poco esaltante. La scelta di registrare in presa diretta è stata adottata per trasmettere in parte l’identità che la band esprime live, ma il risultato finale è una via di mezzo che non suona né come genuina al 100%, né come una produzione dal calibro internazionale, come ci si aspetterebbe quando si chiama in causa un producer di fama mondiale. Eppure ad essere onesti, queste 12 tracce non sono tutte un fallimento: se è vero che non aggiungono niente di nuovo alla carriera della band milanese, è anche vero che la naturale capacità di scrittura dei tre regala anche in questo capitolo alcuni salvagenti che fanno rimanere a galla il lavoro. “Cronometrare la polvere” ad esempio o “Idioti”, che si collegano bene ai lavori precedenti della band e che già su disco fanno presagire la riuscita potente in sede live. In quel che resta i punti più alti si raggiungono quando i bpm si abbassano, come in “Io sono fatto di neve” che ricalca la scuola de “Il bel canto”, una ballata ministrica sotto tutti gli aspetti e i clichè, che musicalmente non da’ nulla di più di quello che ti aspetti. “Sabotaggi” e “Lei non deve stare male mai”, non schiacciano affatto sull’acceleratore ma rappresentano altri episodi apprezzabili dell’album. Peccato invece per brani che dicono poco o nulla come “Il giorno che provo a riprendermi” o poco interessanti come i primi due singoli “Balla quello che c’è” ed “Estate povera”, e per tracce che sanno troppo di già sentito come “Vivere da signori” o “Macchine sportive” sulla falsa riga di “La faccia di Briatore”. Tirando le somme, il disco meno significativo dei Ministri.

di Francesca Scozzarro e Giuseppe Guidotti 

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Ministri (2015) Cultura generale

Ministri

Cultura generale

2015 • alternative rock

60
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo