Alessandro Grazian • L'età più forte (2015)

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rtista a tutto tondo originario della città di Padova, Alessandro Grazian parallelamente alla propria carriera di cantastorie underground da anni porta avanti numerose collaborazioni nelle vesti di musicista e co-autore/arrangiatore con molti protagonisti della scena indipendente italiana, oltre a dedicarsi con un certo successo alla realizzazione di colonne sonore (è stato – tra le altre cose – finalista al Torino Film Festival nel 2010 e al Festival di Cannes 2011 col regista Pasquale Marino). Apprezzato anche come pittore, il suo progetto “Ritratti da Grazian” – esposizione itinerante di ritratti ad olio di musicisti indie – ha avuto il patrocinio della Regione Lombardia. L’età più forte è il seguito di Armi, disco uscito nel 2012 che ha rappresentato una importante svolta verso sonorità più inquiete e rock, dalle forti influenze wave. Pur non mancando episodi più intimi e propriamente cantautorali, anche questa volta sono le canzoni più movimentate a lasciare davvero il segno, in particolare il trascinante power pop di “Lasciarti Scegliere” e “Se io fossi una band mi scioglierei”, brani che fanno da perfetto contrappunto a ballate impeccabili come “Corso San Gottardo” e “Quasi come me”. Un lavoro un po’ penalizzato da un paio di tracce un po’ troppo zuccherose e di maniera, ma nel complesso godibile e con alcuni spunti davvero interessanti.

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Alessandro Grazian (2015) L’età più forte

Alessandro Grazian

L'età più forte

2015 • indie rock

70
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo