Colapesce • Egomostro (2015)

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Colapesce (2015) Egomostro

“Negli ultimi tre anni sono stato in giro con lo zaino protonico a raccogliere i ‘mostri’, come i protagonisti di Ghostbusters. Li ho imprigionati dentro il mio hard disk, proprio come un vero acchiappafantasmi, ma a un certo punto ho deciso di liberarli tutti insieme e non è stato per niente facile gestirli”. Così Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, ha annunciato la pubblicazione di questa sua seconda prova sulla lunga distanza, che segue l’acclamato esordio solista di Un meraviglioso declino (2012). L’ex leader degli Albanopower è riuscito ancora una volta a fare centro con un lavoro sincero ed introspettivo, nel quale, partendo dal proprio vissuto, ha cercato di descrivere il perenne conflitto tra immagine pubblica e sfera privata che ormai caratterizza la vita di ognuno di noi, in un periodo storico nel quale i social network sembrano aver preso il sopravvento sulla realtà. Questo è l’Egomostro, capace di fare a pezzi anche i rapporti più autentici ed almeno in apparenza indissolubili, figlio di una società che ci vuole costantemente in vetrina, tra selfie, cinguettii ed una popolarità misurabile sulla base del numero di like ricevuti. Ecco quindi dodici nuove tracce delicate e malinconiche, che si propongono di andare dritte all’essenza delle cose, estremo gesto di ribellione verso l’insensatezza di ciò che ci circonda. Dal punto di vista strettamente musicale, il disco si lascia al solito apprezzare per l’estrema cura degli arrangiamenti e la ricercatezza di alcune delle soluzioni scelte, che lasciano trasparire il notevole background di questo artista, uno che di musica ne conosce davvero tanta e con cui un giorno sarebbe piacevole riuscire a scambiare quattro chiacchiere. Merito anche dell’estrema perizia dei musicisti coinvolti, capaci di colorare e valorizzare adeguamente ogni singola composizione senza mai risultare ridondanti o fuori luogo, tra cui spiccano, oltre al fedelissimo Giuseppe Sindona al basso, il batterista Fabio Rondanini, da poco entrato a far parte degli Afterhours, e Vincenzo Vasi, eccentrico polistrumentista che abbiamo imparato ad apprezzare accanto a Vinicio Capossela. Canzoni per il cuore e la mente, per fortuna c’è in giro ancora qualcuno che si ricorda come si compongono.

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Colapesce (2015) Egomostro

Colapesce

Egomostro

2015 • italian indie pop

76
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo