Cosmetic • Nomoretato (2014)

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Cosmetic (2014) Nomoretato

Per dare alle stampe questa loro quarta fatica sulla lunga distanza, i Cosmetic, formazione originaria dell’entroterra romagnolo in giro ormai dai primi anni 2000, un po’ a sorpresa hanno scelto la seconda metà del mese di dicembre, cioè quel periodo durante il quale non solo la stampa specializzata e le webzine, ma anche la maggior parte degli appassionati, sono per lo più intenti a districarsi tra bilanci e classifiche riepilogative. C’era quindi il rischio concreto di ritrovarsi esclusi dalle principali chart di fine anno e di passare in secondo piano, se non del tutto inosservati, e sarebbe stato un peccato imperdonabile, visto che stiamo parlando di una delle realtà italiane più interessanti in circolazione. L’evoluzione in termini di sound e personalità rispetto al precedente Conquiste, album che pure era stato (giustamente) acclamato da più parti come una delle uscite discografiche più significative del 2012, appare evidente, a riprova di come il processo di maturazione di questi ragazzi – come persone prima ancora che come musicisti – non sia ancora giunto al termine. Se, infatti, col precedente lavoro i Cosmetic erano riusciti a coniugare efficacemente sonorità shoegaze e lingua italiana, in Nomoretato la tavolozza dei colori utilizzata appare fin da subito più ampia. Non solo suoni stranianti e distorsioni alla My Bloody Valentine quindi, ma la volontà di proporre un songwriting psichedelico e visionario, caratterizzato da arrangiamenti rumorosi figli di certo indie rock a stelle e strisce degli anni ’90, ma anche da derive lo-fi e costanti richiami al pop radiofonico di artisti contemporanei come Ariel Pink e Beach House. In questo importante cambiamento ha senza dubbio giocato un ruolo importante la fuoriuscita dal gruppo del chitarrista Motobecane, rimpiazzato più che egregiamente da Ivan, che si è andato ad aggiungere ai membri storici Bart (chitarra, voce), Emily (basso) e Mone (batteria). D’altra parte, per l’occasione questi ragazzi hanno anche deciso di mutare totalmente approccio in sala di registrazione: tutti i brani del disco sono stati infatti incisi su nastro in analogico, con la band che si è rinchiusa per cinque giorni in studio insieme al produttore Claudio Cavallaro (cantante e chitarrista dei Granturismo, nonché deejay e appassionato di storia della musica) in modo da immergersi totalmente nell’atmosfera che si era proposta di ricreare, tra tastiere, cembali, percussioni ed echi anni ‘70. L’unico consiglio possibile, pertanto, è lasciarsi portare lontano da queste dodici tracce al tempo stesso complesse ed immediate, in cui i Cosmetic hanno cercato di descrivere sogni, speranze ed inquietudini di molti ragazzi di oggi, incapaci di riconoscersi nella società nella quale si trovano a dover vivere, di cui percepiscono tutti i limiti e contraddizioni, e per questo sempre alla ricerca di nuove vie di fuga.

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Cosmetic (2014) Nomoretato

Cosmetic

Nomoretato

2014 • italian indie

74
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo