Marta Sui Tubi • Carne con gli occhi (2011)

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In dialetto siciliano, quando si apostrofa qualcuno dicendo “si un pezzo di carne cu l’occhi”, lo si accusa di non avere spina dorsale, di essere un soggetto passivo che non sa prendere decisioni, che va al rimorchio degli altri e che fatica ad avere una propria opinione sulle cose. La pecora che segue il gregge e che non si ribellerà mai a quell’ordine precostituito nel quale suo malgrado si ritrova immersa fino al collo. Carne con gli occhi è anche il titolo della quarta fatica in studio dei Marta Sui Tubi, un lavoro uscito lo scorso 15 marzo per la Tamburi Usati / Venus e prodotto da Tommaso Colliva (Muse, Afterhours). Pregi e limiti sono quelli di sempre: da un lato un sound energico e a suo modo inconfondibile, in perenne bilico tra folk acustico e viscerale punk rock, notevomente irrobustito dopo l’allargamento della formazione, che da qualche anno, oltre ai membri storici Giovanni Gulino (voce), Carmelo Pipitone (voce e chitarra) e Ivan Paolini (batteria), comprende stabilmente anche Paolo Pischedda (piano e organo hammond) e Mattia Boschi (violoncello); dall’altro lato un’attitudine al cazzeggio, unita alla ferrea volontà di non prendersi troppo sul serio, che a volte sembra prendere il sopravvento, facendo scadere il risultato finale in territori pericolosamente vicini al becero e all’incompiuto. Un album dove episodi di valore come la titletrack, “Cristiana” o “Canzoni del labirinto” sono seguiti da mediocri divertissement come “Camerieri”, che vorrebbero essere ironici, ma che di fatto riescono solamente a suonare irritanti. “Vecchi difetti” si potrebbe dire, parafrasando un successo della band. Questi sono i Marta Sui Tubi in fondo, divertimento senza particolari pretese. Se li cercate, non potete pretendere niente di diverso.
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Marta Sui Tubi (2011) Carne con gli occhi

Marta Sui Tubi

Carne con gli occhi

2011 • italian folk rock

67
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo