Fast Animals and Slow Kids • Hybris (2013)

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Per chi come me ha fatto il liceo scientifico, e non conosce il greco antico, il titolo del nuovo disco dei FASK passa direttamente attraverso una googlata: tracotanza, o, in lingua viva, insolenza, arroganza. Quel sentimento post adolescenziale che rende inconsapevolmente superbi e fa sentire l’ebbrezza dell’onnipotenza. Partendo da queste premesse, mi preparo ad ascoltare un disco pomposo e carico di pretese di raccontare la verità assoluta attraverso canzoni, magari banalotte. Niente di più lontano dalla realtà dei fatti. Hybris è un viaggio unitario attraverso emozioni e storie che appaiono vere e toccanti. Ma il titolo è ben pensato: l’epica traspira da più parti grazie ad arrangiamenti e melodie azzeccatissime. Il prodotto suona molto più accattivante e interessante del pur degnissimo precedente full lenght. Messi parzialmente da parte gli echi di capovilliana memoria (e per fortuna, aggiungerei…) il quartetto perugino fa sentire di aver passato parecchio tempo insieme ad Appino e ai suoi Zen Circus, avendoli accompagnati per un interminabile tour in giro per l’Italia. È possibile immaginarseli chiusi nella casa in riva al lago intenti a registrare mentre nei frammenti di tempo libero giravano nel lettore gli Hüsker Dü o i Replacements e altri classiconi dell’emotional hardcore. Pezzi come Calce dimostrano il salto di qualità, la crescita artistica e la mente corre veloce al mezzo capolavoro dello scorso anno firmato Japandroids, mentre in Maria Antonietta si riprendono i cavalli del 2011 e ci si lancia in una fuga al galoppo verso un amore che potrebbe essere stato vissuto da chiunque. In primo piano c’è sempre l’io, o il noi (“Perdonami”, “Avessi colpa io, avessi colpa tu”, “A cosa ci serve?”, “Ricordiamoci!”), il qui ed ora, cose vere, passioni semplici e reali. Un disco da cantare insieme, pieno di cori, non a caso. Non interessano il lui, il loro, i miti vissuti da altri in terza persona. Non c’è tempo per pensare al futuro se prima non si lava via il presente da tutta la merda che lo circonda. Se il tutto è intriso di un tono epico, c’è un motivo. Colonna sonora di una crisi economica, sociale e dolorosa. Molto dolorosa.

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Fast Animals and Slow Kids (2013) Hybris

Fast Animals and Slow Kids

Hybris

2013 • italian indie rock

80
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo