Autechre • Incunabula (1993)

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Gli Autechre sono sempre stati una delle colonne della Warp Records, alla pari del pesantissimo genio di Richard David James (Aphex Twin, AFX, Polygon Window o come preferite chiamarlo). Nel periodo 1992/1993 il mondo della musica elettronica era in pieno fermento nelle sue più svariate accezioni, dal Regno Unito agli USA. Rob Brown e Sean Booth, dai limiti della Grande Manchester, da parte loro avrebbero lasciato il segno con una discografia che per almeno una decina di anni sarebbe rimasta qualitativamente rispettabilissima, partendo da un punto preciso: Incunabula, Novembre 1993, Warp Records per l’appunto. Lo spocchioso termine IDM – Intelligent Dance Music – solitamente utilizzato per identificare un’enorme fetta di musica elettronica contrapposta a quella volgarmente ballabile (il corsivo non è affatto casuale), non piace a nessuno degli artisti chiamati in causa, quindi forse sarebbe meglio far riferimento ad un più neutro e preciso, in questo caso, ambient techno.
Okay, se le cose stanno così allora Incunabula è a pieno titolo uno dei vertici, se non il capolavoro assoluto, di quel qualcosa definibile come ambient techno, come da titolo un vero e proprio documento. Ancora a distanza di anni se ne trovano le tracce, ad esempio in quella scena dubstep che ha invaso il Regno Unito per poi trovare ammiratori e produttori anche al di fuori di quei confini. Eppure la definizione “Intelligent Dance Music” potrebbe avere una lettura più morbida e tranquillamente applicabile all’album in questione. Settimo episodio della serie Artificial Intelligence della Warp, Incunabula portava negli anni ’90 il sogno (o l’incubo) dei Kraftwerk di The Man-Machine, le visioni robotiche di Asimov, i viaggi spaziali di Tangerine Dream e 2001: A Space Odissey. Un’esagerazione? Sì e no, questa musica vive anche di suggestioni, non vi sono dubbi sin dal primo minuto di “Kalpol Introl”. Tra gemelle animate dalla stessa volontà di giungere dritte al nocciolo (“Bike” / “Basscadet”) e situazioni ambientali che si risolvono ben oltre i confini della acid house (“Autriche” / “Windwind”), i suoni sintetici prendono vita, costruiscono da soli un habitat in cui svilupparsi, trovano la loro profondità, non hanno più bisogno di noi, sanno perfettamente ciò che bisogna fare. In “Lowride” diventano addirittura beffardi, organizzati in un complesso swing completamente conscio e automatizzato. Ogni traccia cattura la mente dell’ascoltatore, la ingabbia per portarla fino alla conclusione dei sei, otto, dieci minuti di turno, totalmente arresa alla volontà delle macchine. Gli ultimi minuti di “Eggshell” sono di puro splendore tecnologico, non lasciano scampo. Stavolta HAL 9000 ha vinto, lo si sente persino nella battaglia di “Bronchus 2”, e poi in “Maetl”, traccia anticipatrice di quelli che sarebbero diventati gli Autechre. Come può tutto questo non essere “Intelligent Dance Music”? L’arpeggio centrale della stessa “Eggshell”, in mano ad un qualunque altro dj/produttore, sarebbe diventato un rozzo anthem da discoteca. E mentre su “Windwind” i kicks sarebbero stati davvero un disturbante elemento superfluo, “444” è invece un trionfo di drums digitali che porta l’opera a conclusione.

Poco importa se il duo avrebbe proseguito il proprio cammino astraendo sempre più la propria musica, decidendo di spogliarla progressivamente di quell’affascinante manto cosmico e di sostituire ai beats morbidi suoni sempre più spigolosi e frenetici, rifuggendo se non addirittura rinnegando e capovolgendo quel sound degli esordi. Ogni scena ha i suoi tempi, i suoi luoghi, i suoi maestri e i suoi dischi chiave; mentre le persone cercano nuove strade per poi passare inevitabilmente in secondo piano e lasciare spazio alle nuove leve, le loro opere (che loro stessi vogliano o meno) rimangono, e Incunabula ha già attraversato indenne quasi vent’anni di nuova musica.

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Info
Autechre (1993) Incunabula

Autechre

Incunabula, 1993

Produzione: Autechre

Etichetta: Warp

Archivio:

Tracklist
01. Kalpol Introl
02. Bike
03. Autriche
04. Bronchus 2
05. Basscadet
06. Eggshell
07. Doctine
08. Maetl
09. Windwind
10. Lowride
11. 444
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo