Godspeed You! Black Emperor • Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven (2000)

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Quando non sono le parole a veicolare gli altrimenti prigionieri moti dell’anima, e l’ermeneutica di un’arte è discendente da qualche titolo, alcune illustrazioni enfatiche, e soprattutto distese suite strumentali, protese a non raggiungere una soluzione definitiva e articolate secondo l’intreccio e la combinazione dei caratteri in gioco simultaneo, è pressoché fuorviante declamare il climax di un’opera intesa come il flusso naturale di una catena di reazioni, restìe a rimanere costrette entro l’inespresso.
Base e rifugio di un intero movimento di nuova musica rock anticonvenzionale è Montreal, Canada, dove, intorno ai Godspeed You! Black Emperor, germogliano e sopraggiungono, presso il celeberrimo Hotel2tango, fresche idee da registrare e trasmettere possibilmente lontano dal piramidale percorso delle grandi catene di distribuzione. È il sogno della Constellation Records, una piccola etichetta che propone musica per sentimenti differenti in tempi in cui l’omologazione e il ricettacolo di identici stilemi trasporta sovente alla nausea l’artista tenuto lontano dai circuiti di produzione massificata.
Il rigetto nei confronti di parte del rock contemporaneo, quello insipido e dissimulatore, è quindi tappa cruciale per comprendere e condividere eventualmente la visione dolorosa e trascinante che Efrim e soci propongono del “cadente o caduto mondo”. Sforzandosi di assegnare un concept ad una musica che avrebbe potuto esprimere chissà quanti altri individuali sentimenti astratti, i Godspeed You! Black Emperor, così come gli stessi Silver Mt. Zion, scelgono – forse egoisticamente – di limitare il campo alla loro propria visione di un periodo storico, quello attuale, che vedono diretto verso la distruzione e la decadenza, indotte da un sistema – capitalistico – destinato al collasso che illude i deboli per arricchire i pochi grandi manovratori. La musica che ne nasce è figlia del percorso artistico della band canadese, e in particolare delle intuizioni tragiche del fortunato EP Slow Riot for New Zero Kanada dell’anno precedente. Sgombrando il campo da eventuali equivoci, la proposta dei Godspeed You! Black Emperor è direttamente riconducibile al fenomeno post rock che da Slint e Codeine in poi – i primi oggi osannati e indicati come maestri di un genere dagli stessi che all’epoca dormivano beatamente inconsci dell’accaduto, i secondi ancora miranti a una simile fase di neo-panegirico – fino a giungere agli scozzesi Mogwai, ha interpretato il rock uscendo dai canoni tradizionali di questo, suggestionando le composizioni di numerosi artisti del rock tradizionale, attenti alle nuove forme di un genere spesso spacciato per morto dai retroguardisti conservatori. I desolati cortei dei canadesi, costruiti per non essere l’immagine di alcun formato pop convenzionalmente riconosciuto, sembrano piuttosto rappresentare un nuovo modello di orchestra, improntata a disegnare paesaggi lungo lo sviluppo delle sue progressioni soniche, ai bordi del noise e al limite del progressive, ma ad ogni modo cariche di moduli di pathòs non inferiori alle più riuscite performance vocali del rock.
Dedicato a tutti i prigionieri del mondo, e alle strade deserte di ogni alba, Lift Yr. Skinny Fists Like Antennas to Heaven sembra volersi più volte protendere verso l’alto, senza mai tuttavia potervisi distendere definitivamente, come richiamato a terra da incombenze o catene troppo gravi e dolorose. Questo doppio album è anche un’opera di osservazione e coinvolgimento in un quadro divenuto progressivamente parte della realtà concreta del musicista come dell’ascoltatore, che inevitabilmente sembrano entrare in simbiosi nella ricerca del fine ultimo, teleologico e cosmico che sia, o semplicemente di soluzione umana, cui la musica sembra allungarsi. E che si tratti di un lavoro da annoverare assolutamente tra le migliori proposte del rock degli anni Duemila, è forse l’ultimo dei propositi cui mirava un gruppo che ha piuttosto preferito badare alla trasposizione in musica delle proprie suggestioni, fino a che queste hanno portato a qualcosa di creativo, anziché adagiarsi su di una formula che probabilmente oggi li vedrebbe padroni e punto di riferimento di un genere.
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Info
Godspeed You! Black Emperor (2000) Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven

Godspeed You! Black Emperor

Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven, 2000

Produzione: Daryl, Gy!be

Etichetta: Constellation

Archivio:

Tracklist
Disc 1:
01. Storm
02. Static

Disc 2:
01. Sleep
02. Antennas to Heaven
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo