Aphex Twin • Selected Ambient Works Vol. II (1994)

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Tra le molteplici sfaccettature dell’opera di uno dei più grandi genii della musica ambient, Selected Ambient Works vol. II si accosta senza dubbio a quelle più introspettive e sognanti. Un’essenza minimale che nasce dalla necessità di distaccarsi dai precedenti lavori e di impedire quindi una facile ed intuitiva catalogazione della propria musica. Di qui ad esempio le ritmiche tutt’altro che invadenti, atte a lasciare in primo piano il solo tappeto sonoro, spesso abilmente infarciti di dissonanze e elementi rumoristici. Il risultato appare all’epoca talmente spiazzante da far pensare ad una sorta di scherzo, di presa in giro nei confronti di tutti coloro che si interessavano al panorama della musica elettronica. Niente flash martellanti, solo luce soffusa che permea e avvolge costantemente le due ore e mezza di musica, distribuite in due dischi. Non c’è spazio nemmeno per esuberanze e tecnicismi esasperati: le tracce si aprono con la presentazione di un tema o di una semplice giustapposizione di accordi che vengono via via riproposti e arricchiti andando così a definire lunghe cavalcate nelle quali è l’atmosfera a farla da padrona. Si tratta tuttavia di un “easy-listening” solamente mascherato, considerate sia la lunghezza media dei brani decisamente elevata che l’incredibile abbondanza di spunti.
Apre il primo disco Cliffs (ufficialmente le tracce sono senza titolo, quelli utilizzati sono stati perlopiù attribuiti dai fans), partenza per un viaggio la cui meta resta ignota. Il terreno si ritira da sotto i piedi e crollano le pareti in un mondo in cui non si può far altro che galleggiare e lasciarsi trasportare. Si alternano momenti più acidi e allucinati, ad esempio Radiator e Hankie, ad altri, come Rhubarb, di una dolcezza quasi disarmante se si pensa agli asettici strumenti da cui scaturisce. La parte centrale è occupata, tra le altre, da Grass, caratterizzata da ritmiche blande e voci dall’oltretomba, Curtains, onirica e soffusa e dalla notturna Blur. Chiudono Tree, cavalcata cupa e inquietante e White Blur 1, con voci sconnesse e campanelli sullo sfondo.

 

Il secondo disco riprende da dove ci eravamo lasciati, con atmosfere se possibile ancora più dilatate. In Shiny Metal Rods fanno la loro comparsa una ritmica più decisa, quasi tartassante, e suoni ruvidi. Segue Grey Stripe, che per contrasto pare totalmente “aerea”, colonna sonora ideale per un breve ma intenso viaggio spaziale.Windowsill stupisce per il suo incedere orientalleggiante mentre Lichen ci riporta all’universo fiabesco da poco abbandonato e che invece, eccezion fatta per i suoni robotici di Tassels, ci accompagna fino alla conclusione.
Difficile spiegare e definire ciò che una simile musica può evocare: scorci metropolitani, strade affollate, stanze vuote, cieli scuri, tutto e il contrario di tutto, a seconda dall’inconscia predisposizione della mente e dell’animo a farsi cullare verso un “luogo” piuttosto che un altro. Le note fungono semplicemente da traghettatori per quelle sensazioni che altrimenti resterebbero confuse e inespresse. Musica da lasciarsi entrare sotto la pelle, nel sangue, musica da respirare più che da capire.
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Info
Aphex Twin (1994) Selected Ambient Works II

Aphex Twin

Selected Ambient Works Vol. II, 1994

Produzione: Aphex Twin

Etichetta: Warp

Archivio:

Tracklist
01. Cliffs
02. Radiator
03. Rhubarb
04. Hankie
05. Grass
06. Mold
07. Curtains
08. Blur
09. Weathered Stone
10. Tree
11. Domino
12. White Blur 1
13. Blue Calx
14. Parallel Stripes
15. Metal Grating
16. Windowsill
17. B+W Stripes
18. Siding Nails
19. Stone in Focus
20. Corrugated Tubing
21. Lichen
22. Leaves
23. Tassels
24. Rusty Metal
25. Matchsticks
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo