Television • Marquee Moon (1977)

articolo di
“They are one band in a million; the songs are some of the greatest ever, the album is Marquee Moon.”
Parole di Nick Kent, giornalista per conto del New Musical Express. Ed è difficile dargli torto. I quattro newyorkesi furono tra i principali responsabili di quella rivoluzione che investì la musica rock nella seconda metà degli anni ’70, scegliendo di sperimentare un suono che divenne un marchio di fabbrica nonché una delle maggiori ispirazioni per gli anni a venire. Le taglienti sovrapposizioni di chitarra di Tom Verlaine e Richard Lloyd difficilmente trovano uguale e conservano intatto il loro fascino dopo tutto questo tempo, stupendo oggi come allora. E questo sebbene la produzione venne affidata ad un produttore diverso da quello inizialmente voluto da Verlaine. Questi, infatti, per il debutto dei Television avrebbe voluto lavorare con Rudy Van Gelder, noto per diversi classici jazz. Ma la situazione economica di partenza del gruppo non era certo delle più rosee, e Van Gelder restava fuori dalla loro portata. Toccò al bassista Fred Smith porre rimedio e convincere Verlaine. Gli fece così ascoltare alcuni dischi dei Rolling Stones e dei Led Zeppelin, tutti prodotti dallo stesso individuo: Andy Johns. E il gioco fu fatto. Come più volte dichiarato dalla band, il merito di Johns fu saper catturare esattamente il suono ideato dai Television, senza ripulirlo, alterarlo o stravolgerlo, lasciando loro quella libertà di ricerca che traspare da ‘Marquee Moon’. E con ‘See No Evil’ ci si accorge fin da subito che stiamo ascoltando qualcosa di diverso per l’epoca, qualcosa di assolutamente nuovo. Sono i riff di chitarra a lasciare il segno, e ne lasciaranno molti altri per tutto l’arco del disco. Mentre basso e batteria si muovono su standard definiti, senza abbandonarsi a improvvise divagazioni e contemporaneamente rimanendo chiari e ben delineati, le chitarre giocano e si intersecano continuamente, prima quella di Verlaine poi quella di Lloyd e viceversa, si lasciano andare ad assoli che nulla hanno a che sparire con la precedente ondata hard rock. Tutto l’opposto: rivestono di elettricità aguzza un blues più che un rock, e distorgono semplici ballate fino a trasformarle in cavalcate acute e affascinanti. Sono assoli che non prendono mai il sopravvento sulla melodia portante, e nemmeno sono volti a dimostrare chissà quali virtuosismi tecnici. Non siamo di fronte a mero esibizionismo, ma a qualcosa di più mirato: le note sono contate e vengono trattenute, per poi essere rilasciate e riportare la canzone dove si era fermata. In otto pezzi, ci sono abbastanza idee per scrivere altri tre o quattro dischi. E la bellezza dell’opera sta nella creatività di ogni sua singola parte: anche spogliando le canzoni dei loro incredibili riff, rimangono melodie che restano nel tempo, liriche assolutamente non trascurabili che denotano la passione per il decadentismo e il romanticismo di Verlaine (da cui appunto lo pseudonimo).

 

Life in the hive puckered up my night,
the kiss of death, the embrace of life.
Then I stand neath the Marquee Moon
just waiting
hesitating

Il tutto unito alla sgraziata voce di Verlaine, a tratti un’imitazione irriverente di Lou Reed, come a rimarcare l’onnipresente spettro dei Velvet Underground in ‘Marquee Moon’. Perché è in quella psichedelia, in quella acida follia sonora che vanno ricercate le radici dei Television. Un ideale percorso evolutivo di un suono che i Velvet Underground avevano disegnato con classe e che i Television vanno a distorcere e a dilatare, rendolo a tratti più elegante e meno visionario.
Un lavoro seminale e assolutamente indispensabile per comprendere fino a che punto poteva venir scossa la musica rock nei famigerati seventies. Senza ‘Marquee Moon’ è difficile immaginare più della metà degli artisti del decennio immediatamente successivo, così come l’infinità di proposte che da qualche anno a questa parte riprendono impunemente alcune fra le soluzioni chitarristiche più belle che siano mai state scritte.
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Info
Television (1977) Marquee Moon

Television

Marquee Moon, 1977

Produzione: Andy Johns (Maverick Productions) e Tom Verlaine

Etichetta: Elektra

Archivio:

Tracklist
01. See No Evil
02. Venus
03. Friction
04. Marquee Moon
05. Elevation
06. Guiding Light
07. Prove It
08. Torn Curtain
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo