Sezione a cura di Pierluigi Ruffolo e Matteo Furcas
Scritta da Cristiano Marinelli • techno dance punk

Osservando l’evoluzione dei Liars dagli esordi ad oggi, è possibile assumere i sette dischi della band come evidenze di singole mutazioni puntiformi, genetiche. Proseguendo con la metafora darwiniana, sarà il tempo a stabilire se questi mutamenti hanno conferito un vantaggio alla band, e quindi a condurli verso nuovi sviluppi stilistici, o se invece affronteranno in futuro un ramo sterile del variegato albero della musica del nuovo millennio.…

Scritta da Matteo Furcas • sungazing pop

Dal librarsi in volo al lasciarsi stordire, travolgere dai raggi di luce. Amano le sensazioni forti gli Horrors, e probabilmente anche l’utilizzo di sostanze poco lecite. La certezza di trovarsi di fronte ai migliori interpreti della musica made in UK, e la consapevolezza che replicare i fasti di due colossi come Primary Colours e Skying sarebbe stato un compito assai gravoso: durante la lunga attesa per il quarto album degli Horrors, i pronostici…

Scritta da Daniele Sassi • modern hippy pop

Se a un beato cristo disceso da Urano fosse data in pasto tutta assieme l’intera discografia di Animal Collective e Avey Tare così, senza paura, e gli fosse chiesto di provare a ricollocarla in ordine cronologico, forse piazzerebbe Enter the Slasher House appena prima o dopo Strawberry Jam. Soprattutto se questi non prestasse attenzione ad alcuni dettagli sonori – inclusa la prestazione vocale – che invece riportano all’ultima…

Scritta da Luca Momblano • american shoegaze

Come si calcola il volume di un solido? La formula è semplice, se la si conosce. Volendo sceglierne uno, scegliamo: Guilty of Everything, battesimo di fuoco e vetriolo dei Nothing, è un album di quelli tutti d’un pezzo dalla forma piramidale. Quindi un terzo dell’area di base (quella rappresentata dai ferri dei My Bloody Valentine) dalla quale scorporare la permanente radice hardcore punk delle radici del leader Dominic Palermo ai tempi…

Scritta da Pierluigi Ruffolo • joyful wyvern

Morbide luci sfuocate nel trailer di Joyland, come se fossero le uniche memorie di una notte emotivamente provante, di melodie colorate e di caotiche (Male)bolge. Con il ricordo del disco precedente ancora vivo in chi aveva trovato la chiave giusta per apprezzarlo, il nuovo lavoro a primo impatto sembra perdere il confronto con TRST; tale impressione viene alimentata da un certo senso di oppressione generato dal serrato muro elettronico su cui vengono…

Scritta da Emanuele Cioffi • witch pop

Quando hanno iniziato a circolare le voci di un Chino Moreno coinvolto in un progetto witch house, con conseguenti immagini colme di croci e foto vagamente creepy, il dubbio che il nostro avesse avuto l’improvviso capriccio di buttarsi di peso in una scena musicale di moda aveva assalito anche noi. Quello che rende differente questo caso da molti altri analoghi apparsi recentemente, ovvero di artisti inseritisi forzamente in qualcosa che …

Scritta da Simone Verlezza • post wave vision

Gli Have A Nice Life erano riusciti nella non tanto lodevole impresa di diventare un gruppo di culto negli anni 2000: al doppio album di debutto Deathconsciousness non bastarono i pareri entusiasti dei pochi che lo ascoltarono davvero e fu relegato rapidamente al passaparola imprevedibile di internet, capace di darti tutto come di condannarti per sempre. In qualche modo, però, la qualità sembra vincere sempre ed ecco che al momento dell’uscita…

Scritta da Simone Verlezza • ethereal wave pop

Il secondo album, in fondo, è difficile solo per chi non se lo merita. Quando si ha una propria identità, o un modo personale di rivisitare le cose, non c’è pressione che tenga: la maggiore esperienza e qualche accorgimento faranno in modo che la conferma diventi una cosa naturale, quasi scontata. È questo il caso di un disco arrivato a ben 4 anni di distanza dal promettente (come al solito) The Fool.
I principali difetti del debutto delle californiane…

Scritta da Francesco Giovanelli • electro pop

Esordiscono con Time for a Change i francesi Maxime e Jonathan Verleysen, uniti nel progetto Elephanz. Il gruppo ha alcuni anni di attività alle spalle, con due EP che hanno visto il coinvolgimento in fase di missaggio da parte di Antoine Gaillet (M83). Questo primo LP mette in luce una collezione di motivi squisitamente pop, con un leggero tocco electro e un’atmosfera decisamente leggera e spensierata. Tutto ciò si traduce in minutaggio…

Scritta da Matteo Furcas • kraut psych pop

I meccanismi della musica britannica e della sua critica rendono ancora più difficoltoso il compito di chi, al di là della Manica, si appresta a pubblicare il seguito di un album di successo come l’omonimo d’esordio. Per la band di stanza a Londra, accolta fin da subito da una critica generalmente favorevole – forse anche per le ascendenze kraut rock, che meno espongono il fianco ad accuse di seguire il trend e di paraculismo – la strada…