Sezione a cura di Pierluigi Ruffolo e Matteo Furcas
Scritta da Enrico Piraccini • folk pop

Le vicende precedenti all’uscita del secondo disco degli Alt-J suscitavano brutti presentimenti: l’addio del bassista Gwil Sainsbury, i campionamenti di Miley Cyrus, “Left Hand Free” scritta in venti minuti per smacco nei confronti dell’Atlantic Records, seguita da dichiarazioni offese e poi da negazione delle stesse. Si presagiva il pericolo molto realistico di una caduta rovinosa; e purtroppo è andata proprio così. Per carità,

Scritta da Daniele Sassi • night synth pop

Lei si chiama Bronwyn, e quando la incontri finisci per perderti nei suoi riccioli. Lui è Austin, e sa come si mette in piedi una canzone synth pop. Fidanzatini in adolescenza, da qualche anno fanno musica assieme, sempre dalle parti di Toronto, in Ontario. Tre anni fa hanno piazzato una semi-hit con “A Real Hero”, che ha avuto la fortuna di far parte della colonna sonora di Drive di Nicolas Winding Refn, un film neo-noir che nel Nord-America

Scritta da Simone Verlezza • 80s revivalism

Il revival degli anni Ottanta non ci abbandonerà mai. Il suono evocativo e notturno, le hit immortali, i video epici fatti di luci soffuse e stadi enormi: un immaginario perfetto per ispirare e illudere nuove band ma anche nuovi corsi, come nel caso della prima uscita su 4AD dei Merchandise. Che non nascondono certo le lampanti ambizioni.

Tolto qualche riferimento smithsiano nelle chitarre (“Little Killer”) e nel cantato, il gruppo

Scritta da Pierluigi Ruffolo • calcination wave

L’immagine sulla copertina di A New Nature, il terzo album degli Esben and the Witch, sembra una tela partorita dalla mente di Caspar David Friedrich. Peccato che gli Esben del 2014 siano distanti anni luce da tutte le suggestioni ottocentesche fino ad oggi suggerite dalla loro musica, componenti romantiche e gotiche in primis. O meglio, cercano di esserci ancora dentro postando Goya e Doré sulla loro pagina di Tumblr, ma il suono, cioè

Scritta da Pierluigi Ruffolo • electro soul

Nettamente più a fuoco di Total Loss ma certamente meno geniale e originale di Love Remains, What Is This Heart? è ciò con cui il progetto How to Dress Well viene definitivamente allo scoperto e va a caccia di un posto in classifiche più popolari di quelle che fino ad oggi lo hanno preso in considerazione. Il nuovo di Tom Krell è infatti un disco molto r’n’b e pop, ma è comunque fatto alla sua maniera e perfettamente in linea con la sensibilità

Scritta da Daniele Sassi • techno dark pop

Non hanno un destinatario preciso gli 8 remix che compongono questo EP-appendice al tour di Shaking the Habitual. Non a chi vorrebbe ballare, non a chi è stato ai concerti e vuole tenere vivo il ricordo di quell’esperienza, né per chi si avvicinato al duo svedese affascinato dalle atmosfere misteriose dei video e delle coreografie, insomma, di tutto l’immaginario tetro che ormai porta con sé il marchio The Knife. Questa musica è anzi un’ulteriore…

Scritta da Enrico Piraccini • dream gaze pop

È possibile costruire musica supremamente immediata attraverso la più folta stratificazione sonora? I Sunny Day in Glasgow propongono la propria risposta, affermativa oggi più che mai, con la ottima prova di questo quarto album. Melodie ora vellutate ora sconsideratamente accattivanti, un cantato (sempre almeno a doppia voce) dalla varietà disarmante e al contempo di una naturalezza freschissima, ritmiche pop trascinanti come non

Scritta da Simone Verlezza • electro rock wannabe

Recommended, in questo sito, vuol dire un album di cui è consigliato l’ascolto, per la qualità intrinseca o per l’importanza nel periodo musicale in cui esce. Un disco da non lasciare inascoltato.

Negli uffici della Columbia, invece, vuole dire semplicemente raccomandati e identifica la cartellina dei Kasabian, che svetta dallo scaffale e terrorizza ogni dipendente. Quest’ultimo sa infatti che, una volta messe le mani

Scritta da Daniele Sassi and Matteo Furcas • adult brit pop

Everyday Robots è esattamente quello che ci si aspettava dalle anteprime fatte trapelare: un album rilassato, malinconico, di un quasi cinquantenne eufemisticamente non troppo contento degli sviluppi della società contemporanea. “We are everyday robots on our phones, in the process of getting home/Looking like standing stones out there on our own”: dagli intenti satirici dei Blur Damon Albarn è approdato a una rassegnata consapevolezza…

Scritta da Simone Verlezza • sunny indie pop

Come ascoltatori neanche noi sappiamo cosa vogliamo. Certo non la stessa identica cosa. Un album ragionevolmente molto atteso si trasforma in un grosso punto interrogativo: i Pains, allievi talentuosi della canzone indie pop tra Cure, Smiths e MBV scelgono di non muoversi di un millimetro dallo stile degli ultimi due album, lasciando però per strada quella brillantezza melodica che prima o poi è fisiologico perdere.

Sotto lo strato cristallino…