Sezione a cura di Pierluigi Ruffolo e Matteo Furcas
Scritta da Emilio Giannotti • pop wave

Non sono bastati due anni a rinvigorire la vena compositiva dei White Lies. D’altronde se già Ritual nel 2011 aveva lasciato l’amaro in bocca, il nuovo Big TV segna – questa volta inequivocabilmente – tutti i limiti del trio londinese. Il ritorno di Ed Buller (Suede, Spiritualized) nelle vesti di produttore non ha portato i risultati sperati perché al di là dell’artwork e dei singoli – in particolare l’accattivante…

Scritta da Eugenio Giannetta • dark noise dance

Quando penso alla scena underground non riesco a non pensare all’architettura, ai mattoni a vista, al metallo, a loft dagli angoli bui. Impossibile non immaginare graffiti dark pieni di angoscia, ognuno con una storia differente da raccontare. Renzo Piano disse: «Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie». Questo è l’effetto che fanno i danesi Vår …

Scritta da Pierluigi Ruffolo • weightless summer

Bisognerà farsene una ragione, il glo-fi (o chillwave, o come più vi piace) ha probabilmente detto tutto ciò che aveva da dire già nella sua forma originaria. I suoni analogici e digitali ultra-lo-fi ispirati ai ricordi di trent’anni fa hanno spadroneggiato per un po’, e nell’estate 2010 si è avuto il culmine del fenomeno. Tre anni dopo guai a ridimensionare tutto a una moda estemporanea: un disco come Psychic Chasms, tanto…

Scritta da Francesco Giovanelli • lost highway blues

Personaggio affascinante e ricco di mille sfaccettature, Lynch non ha bisogno di presentazioni. La sua mente visionaria ha dato vita a numerose gemme in campo cinematografico, mentre sul versante musicale ha all’attivo un solo episodio targato 2011, Crazy Clown Time, non particolarmente memorabile. Dopo due anni eccolo di nuovo all’opera, con un sound che si sposerebbe benissimo con uno dei suoi film. Tredici tracce (incluse una cover…

Scritta da Daniele Sassi • cosmic trance

Il terzo dei Fuck Buttons è il disco della maturità… cosmica. Un album che ha del clamoroso, col suo andare ben oltre la terrestre psichedelia o la sbornia trance elettronica. Con Slow Focus i signori Andrew Hung e Benjamin John Power intraprendono un viaggio ai limiti della fisica, nel tentativo di scoprire la ragione teleologica dietro a tutto, e dunque uno spirituale sopraelevato rispetto ai tribalismi (e alla sovrabbondanza della materia…

Scritta da Umberto Nuovavia • scandinavian dream

A volte è difficile individuare il sottile confine che divide la semplice ispirazione dalla pura emulazione: è questo il caso degli scandinavi Postiljonen, qui all’esordio con Skyer. Il loro è un dream pop spensierato e accattivante che si lascia ascoltare con piacere anche nel bel mezzo della calura estiva, ma che in alcuni frangenti richiama in maniera fin troppo esplicita gli M83. Come non pensare alla “Midnight City” di Anthony Gonzalez…

Scritta da Thomas Borgogni • witchstep

Da sempre seguito e sostenuto da queste parti Christopher Dexter, bka oOoOO, non ha certo bisogno di essere introdotto ai nostri lettori; dopo i due EP chiave per la scena witch house datati 2010 e 2012, il giovane talento affronta finalmente la sfida del full lenght. Impossibile non riconoscere fin da subito il suo classico stile e la caratteristica classe nel dipingere atmosfere cupe e introspettive: è il solito oOoOO, eppure qualcosa è cambiato.…

Scritta da Luca Momblano • alt pop

Non vestono bene, i Mood Rings da Atlanta, ma quasi quasi bastano le belle parole spese per loro dai compatrioti Deerhunter. In effetti magliette bianco latte, occhiali da sole da bancarella e copertine fiorate non si addicono a chi chiede un certo stile alla propria proposta musicale. Una pretesa espressa già dalla copertina di questo VPI Harmony, dolcemente sensuale eppure simbolicamente espressa dalle porte aperte al flusso temporale. Acqua,…

Scritta da Eugenio Giannetta • electro goth pop

Crash. Onomatopea di un disco costruito essenzialmente su due brani: “Pointbreak” e “Ultravaca”. Una acida, l’altra dark. È un album breve e intenso, capace di entrare da una finestra chiusa come un pallone giocato in un cortile. Di “Unndup” e “Uprixrq” l’aspetto caratteristico è il rumore ambientale à la Pink Floyd, con l’intento di sconvolgere l’andamento narrativo…

Scritta da Eugenio Giannetta • electropop

Limits of Desire è completamente riassumibile attraverso la sua front cover, rappresentazione di un sogno imperfetto realizzato a metà. La band di Brooklyn impatta sul limite fisico dei propri mezzi, proprio come i protagonisti abbracciati sulla scala nella copertina dell’album. I problemi del (miglior?) lavoro Small Black sono la fuga dalle insidie di una novità – rappresentata metaforicamente dal coccodrillo – per arenarsi…