Sezione a cura di Pierluigi Ruffolo e Matteo Furcas
Scritta da Daniele Sassi • confessional synth pop

Il fascino esotico, la scollatura di copertina, l’umiltà e tutto sommato la simpatia del personaggio non devono indurre a un giudizio acritico delle tredici nuove canzoni a firma Bat for Lashes che, purtroppo, nell’insieme risultano pesanti da digerire. Non è questione di ridondanza di arrangiamenti, perché tutto sommato c’è una linearità basica che sorregge le melodie, anche quando le tracce si moltiplicano e la tendenza potrebbe…

Scritta da Thomas Borgogni • psychedelic pop

Deakin è il quarto membro degli Animal Collective, e il motivo per cui non abbia mai voluto mettersi in mostra prima d’ora rimane un mistero. Non solo non si è mai deciso a pubblicare musica anche da solista, ma non appare neppure in diverse delle (migliori) uscite a nome della band (Merriweather Post Pavilion in primis). Lecito dunque credere che non avesse nulla da dire e che fosse solo un gregario, e invece…  invece il ragazzo…

Scritta da Daniele Sassi • gothic choir

Riverberi gotici a nastro, candele accese nella cripta, un infuso caldo di erbe officinali, visioni mistiche di sante alternative, idoli pagani che si illuminano al buio, sintetizzatori che si incantano facile, e qualche nota di piano sparsa qua e là, come condimento a crudo, prima che ripartano altre voci ai gusti di flanger e riverbero. Ovvero la ricetta per ricordare al volgo che il testamento segreto di Don Bérenger Saunière è in possesso di …

Scritta da Daniele Sassi • space poetry
Se devi raccontare il nuovo disco di un mostro sacro del rock, gli errori più comuni in cui puoi cadere sono due. In primo luogo, la troppa prostrazione, tipica del nostalgico rimasto incastrato nella fase “era meglio quando si stava peggio”, o del professionista che scrive i comunicati stampa per i siti che annunciano i concerti: troppe volte abbiamo sbadigliato all’ascolto dei “magnifici ritorni” di icone sbiadite che, a ben vedere,…
Scritta da Luca Momblano • substream pop

Ci sono momenti nella vita in cui bisogna aver la forza di dirle, certe cose. In un 2016 così, non ci può essere vergogna nel consigliare l’esordio solista di uno dei fratelli leader dell’homemade ensemble che portava il nome Smith Westerns. L’adolescenza musicale è passata, anche quella voglia di essere attuali con un garage-glam che strizzava l’occhio alla tradizione di ciò che andava per la maggiore tra gli universitari. Che poi, non…

Scritta da Luca Momblano • splatter pop

“I was creatively frustrated”. È questa la fotografia della genesi di questo esordio per Sub Pop, con il nome Mass Gothic che si sovrappone a quello di Noel Heroux ora di istanza a New York ma già in prima linea nel Massachussets con gli Hooray for Hearth. Due anni chiuso in casa con un quattro piste e la creatività di cui sopra che si incunea anche nei momenti in cui l’unica cosa che riesci a fare e strisciare a terra fino a raggiungere la tazza del…

Scritta da Daniele Sassi • free form freak pop
Quanto è doloroso trovarsi nel mezzo del primo ascolto del nuovo album di una delle band che più hai venerato negli ultimi anni, una delle poche per cui valeva ancora la pena resistere al leak e attendere la copia preordinata con largo anticipo, e rendersi conto già in quel momento che le cose non vanno più come una volta, e che probabilmente anche una delle ultime certezze che avevi ormai sta andando a farsi benedire. È una delle sensazioni più brutte…
Scritta da Pierluigi Ruffolo • deadpanpop

Il synth pop dei Porches di Aaron Maine ha le sfumature giuste per avere un gusto proprio, ma la sua particolarità è anche ciò che lo limita e rende pesante un ascolto che dovrebbe invece essere molto più easy. Il singolo “Be Apart” è intrigante, una melodia synth pop solida con un approccio nostalgico da Washed Out in versione deadpan (una April Ludgate nel pieno della sua gioia di vivere, per capirci) che, almeno in quel contesto limitato ai tre…

Scritta da Daniele Sassi • exotic wave

Col passare degli anni e delle tendenze del pop indipendente, il suono di Tatum si è fatto sempre più sofisticato e vario di tessuti giustapposti.

Life of Pause esce ancora in pieno inverno, è stato registrato per buona parte in Svezia, ma suona caldo e luminoso, come dei Cocteau Twins grondanti di patchouly che se ne vanno in vacanza un resort di Key Biscayne a Miami. Quindi, per metterla in termini più convenzionali, rispetto a Nocturne siamo di fronte…

Scritta da Daniele Sassi • american new dark wave

Beach House, Wild Nothing, Frankie Rose, Lower Dens, Crystal Stilts, Porcelain Raft, DIIV… Sono questi i nomi degli attori principali dell’attuale corrente new dark wave americana. Cose diverse catalogate sotto la stessa etichetta, e non certo roba innovativa, perché al di là dell’aggiornamento audio-tecnico e delle differenze dream o punk a seconda dei casi, gli stilemi una volta forgiati restano quelli di sempre, e le sensazioni che …