Sezione a cura di Alessandro Romeo e Louis Panetto
Scritta da Alessandro Romeo • post death

Il 2016 si sta mostrando molto più prolifico dello scialbo anno precedente nell’ambito della musica pesante. Tra le perle venute fuori possiamo sicuramente annoverare l’ultima fatica dei Gorguts, gruppo seminale associato solitamente alla scena death anni 90. Pleiades’ Dust, è un EP composto di una singola traccia di 33 minuti e non ci sbilanciamo a dire che si candida a segnare un nuovo punto di arrivo/partenza per la musica pesante del nuovo…

Scritta da Daniele Sassi • nu metal core

Dopo il clamoroso e inatteso di colpo di coda di Koi No Yokan, ecco Gore, l’ottavo album in studio dei Deftones, una delle poche band dei Novanta che se non si può più definire di riferimento per il proprio genere, perché il genere o la scena non esistono neanche più, si deve quantomeno annoverare tra le poche nate in quegli anni che ancora attirano la nostra attenzione e su cui poggiamo alte aspettative. In questo senso le nuove canzoni deludono parzialmente…

Scritta da Daniele Sassi • multilateral post metal
Dopo lo scioglimento degli ISIS, in molti hanno atteso al varco Aaron Turner. In ultimo su di lui contavano ancora gli irriducibili del post metal, genere o scena musicale in grave crisi d’identità da oltre un lustro. Tralasciando le sue amorevoli pubblicazioni in duo con la consorte Faith Coloccia, il debutto dei Sumac, la creatura animata assieme a Nick Yacyshyn dei Baptists e Brian Cook dei Russian Circles, è stato una sorprendente delusione.…
Scritta da Alessandro Romeo • post apocalypse

Se il debutto è stato dimenticato in fretta, il secondo omonimo lavoro dei Bloodiest potrebbe lasciare qualche traccia. Le influenze del gruppo di Chicago attingono a piene mani da post metal e sludge, alternando riff di tooliana memoria a potenti eruzioni di malignità che rimandano a Yob, Neurosis e Crowbar. In generale però convincono le atmosfere inquietanti proprie degli ultimi Swans, che pervadono l’intero lotto omogeneizzandolo.…

Scritta da Do You Realize • wave metal

Se la primavera tarda a venire, se un corvo ti perseguita mentre passeggi con la ragazza sappiamo tutti il perché. Ce li eravamo scordati, forse era meglio così… I Katatonia, ormai mostri sacri nello scenario metal odierno, portavoci di una rivoluzione tutta loro partita nei profondi Novanta, ora sono tornati. Un po’ per inerzia un po’ perché si deve pur sempre campare. L’importante e voler dire qualcosa di nuovo. Ironia, il concetto resta…

Scritta da Diego Ruggeri • no hope = no fear

Completamente contro ogni logica di ammorbidimento del sound i terroristi sonori The Body (duo di Providence attivo da oltre un decennio) e i Full of Hell (quattro pazzi dediti al grind più ferale provenienti dal Maryland) rilasciano per Neurot un lancinante grido di dolore post industrial. Un’immensa massa nera si impadronirà dell’ascoltatore che finirà dentro un fiume colmo di rancore che lo trasporterà sempre più a fondo. Difficile…

Scritta da Daniele Sassi • watery sludge

Mancavano i nostri 2 centesimi sul ritorno dei Baroness, di cui ormai conoscerete a memoria la sfortunata vicenda dell’incidente stradale in Inghilterra, eccetera, eccetera. Curioso semmai che il titolo prescelto riporti alla mente, proprio nei giorni in cui viene a mancare Scott Weiland, l’omonimo secondo album degli Stone Temple Pilots. Ma anche qui, ormai saprete che tutti i dischi della formazione di Savannah, Georgia portano,…

Scritta da Do You Realize • metal on metal

Gli Intronaut li conosciamo, hanno sempre avuto quella passione per la musica heavy dalle tinte sludge e vagamente prog, riuscendo ad avvicinare un ragionevole numero di metallari e profani ad ogni loro uscita.
Impossibile non amarli per il miscuglio di generi che sapientemente sanno incrociare. Stavolta è toccato allo speed a-la Slayer, senza tralasciare i proverbiali tecnicismi meshuggahani e i massicci riff da repertorio death…

Scritta da Diego Ruggeri • poetic post hc

La città murata di Kowloon era un quadrilatero di 27 mila metri quadri in cui abitarono oltre 30 mila persone. Una baraccopoli sviluppata in verticale con palazzi con piani e piani costruiti gli uni su gli altri man mano che aumentava la popolazione. Un luogo popolato da criminali emarginati o semplicemente poveri costretti alla convivenza. Un ambiente asfittico dove la luce del sole rimane solo un lontano ricordo. Il nome probabilmente più esplicativo…

Scritta da Diego Ruggeri • pagan drone

I Dark Buddha Rising provengono dalle lande desolate della Finlanda e il suono del loro ipnotico doom ne risente pesantemente. Dopo svariariate uscite autoprodotte o tramite etichette minori i ragazzi approdano alle scuderie Neurot. Il disco si divide in due lunghe tracce che si dipanano con incedere lento e sovversivo. La prima “E S O” rimanda ai compagni di etichetta Ufomammut con la sua aurea di misticismo fatta di riff iterati allo…

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