Scritta da Simone Verlezza • agoraphobic indie • 80+

La ribellione garage di Monomania ci aveva consegnato un album non lineare rispetto al percorso della band ma necessario: staccare i fasti di Halcyon Digest e interrompere il senso d’abitudine a quei paesaggi dreamy è stata una scelta forse meno ragionata rispetto a quanto vorremmo pensare ma efficace: siamo arrivati al 2015 e dopo più di un decennio dai primi colpi di Bradford Cox e compagni ancora abbiamo diversi motivi per restare attaccati…

Scritta da Simone Verlezza • indie dream • 80+

Ciò che esce dalle canzoni di Kurt Vile potrebbe sembrare facile, quasi naturale: flusso di chitarre, atmosfera sognante e senso di familiarità dal primo all’ultimo secondo. Ci vuole un attimo, invece, a risultare parodistici. Peggio ancora, completamente disonesti. Il cantautore della Pennsylvania non è impeccabile, qua e là si perde pure, ma è anche uno dei pochi artisti in grado di presentare un mondo accogliente, pacato, fatto…

Scritta da Emilio Giannotti • modern math rock • 70+

A distanza di cinque anni riusciamo a vederlo ancora meglio. Il 2010 ha condizionato fortemente l’evoluzione del suono dei Battles. Poteva essere un semplice anno di transizione, un periodo di tempo utile a raccogliere le idee e i consensi che prima l’ottimo doppio EP C/B e poi il debut album Mirrored avevano seminato: le cose non sono andate esattamente così. All’annuncio di un nuovo album (Gloss Drop) era seguita la notizia dell’uscita…

Scritta da Luca Momblano • folk core • 70+

Chi cerca i Low degli anni ’90, quelli minimali, costruiti sui silenzi e sulla terza dimensione del suono slow-core (ovvero la profondità), deve definitivamente arrendersi a riesumare il materiale degli inizi, procrastinato poi dalla forza di un album come Trust che aveva mantenuto calda la lingua dei seguaci pur indicando la strada di ciò che la band avrebbe poi con ogni probabilità fatto. E così è stato, puntualmente, negli ultimi 10 anni.…

Scritta da Paolo Busetto • folk pop • 70+

Comparsa sulle scene a vent’anni appena compiuti, tre acclamatissimi album e svariati EP, poi un blocco del musicista scatenato o quantomeno aggravato da una crisi di identità: ci sarà il lieto fine, questo si può anticipare, ma il cocktail non è risultato esplosivo quanto dalle attese. No No No, quarto full-length per Beirut (alias Zack Condon & friends) è dunque figlio di momenti travagliati, artisticamente e non solo, culminati con …

Scritta da Simone Verlezza • acoustic rock • 70+

Tra un tour con i suoi Sebadoh e uno da dinosauro insieme a J. Mascis, il bassista/chitarrista Lou Barlow pubblica una serie di canzoni principalmente acustiche e lo-fi, registrate in soli 6 giorni. L’impronta caratteristica delle melodie rimane la stessa di sempre, permettendo di avvertire un clima familiare che va dal lontano esordio Dinosaur (30 anni fa!) ai recenti sforzi dei due songwriters, solo in una chiave più intima e meno attenta …

Scritta da Simone Verlezza • indie gets older • 70+

Perennemente risucchiati nel circolo vizioso (e mediatico) separazione – reunion, la coppia Barat – Doherty ha dato il meglio di sè nella prima metà degli anni duemila con due album equivalenti e ambasciatori di una rinnovata coolnessnella scena indie. Tra carriere soliste e trionfali ritorni arriviamo al 2015 con Anthems of the Doomed Youth, dodici canzoni da una parte totalmente Libertines, dall’altra prive degli elementi…

Scritta da Paolo Busetto • americana • 70+

L’album di cover è un’entità sui generis, qualcosa che tende a passare in cavalleria. Il rischio però si abbassa se la raccolta è firmata Yo La Tengo, vuoi per il ragguardevole pedigree della band vuoi perché hanno già dimostrato di poterselo permettere (Fakebook usciva qualcosa come 25 anni fa). Non a caso, infatti, pare ci riescano ancora dannatamente bene. Stuff Like That There, che peraltro si avvale del ritorno di Dave Schramm alla chitarra,…

Scritta da Luca Momblano • soft folk • 70+

A volte le cose accadono già solo perché cocciutamente ci si crede. Tamara Lindeman (in arte Tamara Hope) è a metà del percorso, nel guado, e le probabilità che ci rimanga restano piuttosto elevate. Canadese, bionda liscia, già attrice, con la musica ci sta a provare fin dal 2008 quando uscì il primo EP della creatura The Weather Station, che poi era lei in quanto tale alla prova con la passione del folksinging. Materiale delicato, accarezzato ma…

Scritta da Paolo Busetto • chamber pop • 70+

“Jesus is beside himself”. Dan Bejar potrà negarlo finché vuole, come in effetti ha fatto, ma che Poison Season sembri a tratti un contro-agito alla ricezione e popolarità worldwide di Kaputt è più che una suggestione. Oltre che vari aficionados del progetto Destroyer, il capolavoro del 2011 ha in qualche misura spiazzato anche il suo stesso autore, proiettandolo in una dimensione a lui nuova (maxi-festival rock inclusi). Dimensione che,…