Scritta da Luca Momblano • funeral folk • 70+

Il termine supergruppo non vale più. Non colpisce, non attrae, non illude. Con l’ensemble Heron Oblivion siamo da quelle parti, due Comets on Fire più la presenza ingombrante di un’artista poliedrica come Meg Baird, tra le più rispettate nei circuiti indipendenti Made in USA, qui impegnata nelle particolari veci di cantante/batterista. Qui dove? Qui nell’America che tiene entrambi i piedi nelle impennate psichedeliche di fine ’60, …

Scritta da Emanuele Cioffi • beach rock • 60+

Una decade di mediocrità e scelte a dir poco autolesioniste hanno fatto si che oggi, l’annuncio del decimo disco dei Weezer non faccia grande notizia, se non agli occhi dei fan duri a morire che strenuamente hanno resistito ai vari colpi rifilatigli. Al minimo storico di popolarità con i criticatissimi Raditude e Hurley, la situazione sembrava ormai compromessa, eppure come un fulmine a ciel sereno, l’uscita di EWBAITE del 2013 è riuscita…

Scritta da Paolo Busetto • post rock • 70+

Che ci sia cresciuto assieme o incappato dopo i fuochi, quando dici Explosions in the Sky la sensazione che ti pervade e i rimandi sonori che riaffiorano sono invariabilmente quelli. Diciamo subito che il mezzo miracolo compiuto con The Wilderness, sesto full-length per la band texana, consiste nel far sentire a casa l’amante di vecchia data senza affatto sedersi sui familiari stilemi, anzi. Se dopo The Earth is not a Cold Dead Place (2003), capolavoro…

Scritta da Luca Momblano • fm pop • 60-

Ottavo album solista per una ex piccola icona indie del cantautorato americano, poi attivo nel tandem She & Him, poi ancora ritornato one-man-show di una carriera tutta a testa alta. Spiace quindi parlare di scivolone, ma a tredici anni dal gioiello intitolato “Transfiguration of Vincent” e dopo il raffinato “A Wasteland Companion” del 2012 è difficile accettare una ricetta-compendio ad eccessivo tasso radiofonico. Nulla contro …

Scritta da Daniele Sassi • nostalgia pop • 60+

Secondo capitolo della saga Last Shadow Puppets, ovvero Alex Turner degli Arctic Monkeys e Miles “fatti una vita” Kane, accompagnati dagli archi di Owen Pallett, e stavolta anche dal basso firmato Zachary Dawes (Mini Mansions). Per quanto pedante e schematico, The Age of the Understatement aveva avuto l’arguzia di ripescare al momento giusto quell’umore un po’ nostalgic pop, un po’ MOD – anche e non …

Scritta da Luca Momblano • folk pop • 60+

Steve Mason aveva un talento visionario, struggente, significativo, involuto ma avvolgente. Lo si è ascoltato a sprazzi, grazie ai barlumi sopra le righe contenuti soprattutto nel secondo lavoro della sua Beta Band. Steve Mason è scozzese, possiede una certa dose di understatement e ha una certa attrazione karmica per le sventure. Ha melodie, perspicacia, senso della provocazione. Ha orecchio per la musica ballabile. Tutto questo messo insieme…

Scritta da Daniele Sassi • australian brit pop • 60-

A partire dalla strategia per il lancio commerciale, gli australiani DMA’s assomigliano in tutto e per tutto a Oasis e Stone Roses, che a forza di singoli e concerti erano già famosi ben prima dell’uscita del loro primo long playing. Lo stesso avviene oggi col debutto di questo trio di Melbourne, anticipato da singoli e comunicati stampa sufficienti a non poterli considerare una vera e propria novità. Men che meno potremmo per come suonano,…

Scritta da Luca Momblano • noise rock • 60+

La Sub Pop ci riprova. In un nuovo slancio di caccia alla gallina (buona) dalle uova d’oro, l’etichetta di Seattle pesca, propone e spinge l’esordio del trio a nome So Pitted, una sorta di versione cyberpunk delle prima avanguardie grunge in zona Seattle. Siamo una quarantina di chilometri a sud, potenzialmente in balia di questo trio capitanato dagli istinti di un frontman senza basi di conservatorio, di un basso-donna e di un batterista onestamente…

Scritta da Emilio Giannotti • rock n roll • 60+

Venerdì 22 gennaio eravamo ancora alle prese con i postumi della morte di David Bowie, quando all’improvviso i social hanno cominciato a sparare “Gardenia”, una nuova traccia di Iggy Pop, storico compagno di merende di Duca Bianco negli anni berlinesi. Il singolo che anticipa l’uscita di Post Pop Depression rappresenta degnamente i quaranta minuti di un disco che non rivoluziona le sorti del rock contemporaneo, ma che risulta allo stesso…

Scritta da Luca Momblano • chamber folk • 70+

Non vale la pena di contarli, i lavori dei Tindersticks. Non tanto per la pletora di blocchi sonori, trucemente barocchi o claustrofobicamente minimal, elaborati come soundtrack per il cinema indipendente francese. Varrebbe invece la pena ripercorrerli, dopo 25 anni di inamovibile carriera lungo il binario del pop da camera un po’ nero, un po’ rosso e un po’ bianco tra cui si sono sempre mossi. Il problema, dopo due album eccellenti nella prima…