Scritta da Daniele Sassi and Alessio Dainelli • funk rock • 60+

Non scriviamo questo pezzo per coglionare per l’ennesima volta il fan italiano dei Back Street Chili Peppers. Non c’è più niente da ridere. D’altronde lo sciovinismo californicentrico ha pagato piuttosto bene, e ormai i RHCP sono vecchi e annoiati.
Se ai tempi della magnificazione del personaggio John Frusciante da parte di MTV, delle penose performance dal vivo della band, e soprattutto dei clamorosi tonfi discografici che hanno succeduto…

Scritta da Daniele Sassi • nu metal core • 70+

Dopo il clamoroso e inatteso di colpo di coda di Koi No Yokan, ecco Gore, l’ottavo album in studio dei Deftones, una delle poche band dei Novanta che se non si può più definire di riferimento per il proprio genere, perché il genere o la scena non esistono neanche più, si deve quantomeno annoverare tra le poche nate in quegli anni che ancora attirano la nostra attenzione e su cui poggiamo alte aspettative. In questo senso le nuove canzoni deludono parzialmente…

Scritta da Emilio Giannotti • post hc & more • 80+

Due anni dopo il chiacchieratissimo debut album Guilty of Everything, tornano i Nothing, con un altro gran bel disco e soprattutto con un vestito nuovo di zecca. I muri di sei corde shoegaze che sostanziavano il loro sound restano sullo sfondo, assumono una posizione marginale, al massimo vengono fuori di tanto in tanto per creare un ponte col passato, accade soprattutto con “Curse of the Sun”. Ciò che un tempo costituiva il fulcro diventa un…

Scritta da Luca Momblano • psych blues • 70+

Disco fuori registro per chi pensa alla musica di sottobosco. Ciò non toglie che meriti lo spazio qui riservato. Certo, che LaMontagne (ragazzo ormai uomo di provincia, pescato a suo tempo dai macchinari di una fabbrica di scarpe del Maine) sia in catalogo al fianco di Alicia Keys, Pink & co. desta un certo effetto, per lo meno per noi intellettuali della terramadre Europa. Lui, che aveva sorpreso tutti con l’esordio ormai datato a nome Trouble …

Scritta da Alessandro Romeo • psychonauts’ music • 70+

Negli ultimi anni non siamo mai stati troppo leggeri con i Motorpsycho. Eccezion fatta per il più che discreto Little Lucid Moments (2008), e volendo essere buoni, anche il precedente Behind the Sun (2014), gli ultimi lavori del combo di Trondheim sono palesemente confusionari e insufficienti, soprattutto se confrontati con la produzione del ben più glorioso passato, la quale, nei casi più rappresentativi, rischia di restare solo come un lontano…

Scritta da Emilio Giannotti • lo-fi for choice • 60+

Human Performance è il terzo album dei Parquet Courts dal giugno del 2014 ad oggi, l’ennesima conferma che la compagine newyorkese non ci pensa su due volte quando si tratta di registrare e pubblicare del nuovo materiale. Le parole di Austin Brown (voce, chitarra e produzione) sono un bel biglietto da visita, Human Performance è: “il rumore ineluttabile di New York che può essere esasperante, l’impossibile lotta contro il disordine che può

Scritta da Daniele Sassi • choral folk rock • 70+

Almeno per la critica, Let England Shake è stato il maggiore successo della Harvey, perfino superiore ai tre riottosi dischi degli esordi, usciti in piena era grunge. Succeduto all’ascetico e altrettanto azzeccato White Chalk, vera chiave di volta nel nuovo percorso della poetessa del Dorset, Let England Shake ha alzato a dismisura le aspettative per il nuovo LP, l’undicesimo con la firma di PJ se si considerano anche quelli cointestati …

Scritta da Diego Ruggeri • retro psych • 70+

Gli Holy Grove vengono dall’Oregon e propongono un’interessante reinterpretazione del suono tipicamente settantiano di gruppi come Led Zeppelin e Grad Funk Railroad. Il vero punto catalizzatore del combo è la voce blueseggiante della frontman Andrea Vidal, che gioca sempre su tonalità alte e poderose. Un timbro peculiare che farà la gioia di molti, in particolare chi vive ancora nei seventies. Un retrogusto vintage si impadronisce…

Scritta da Daniele Sassi • new noise pop • 60+

Chi alla lettura aspettava con buona fede il terzo album degli Autolux condivide almeno una di queste posizioni, se non tutte e tre: I) Future Perfect è stato un esordio intrigante, e ha messo l’acquolina in bocca per qualcosa di più importante che non è mai arrivato; II) Magari non dei fenomeni, ma i Failure – in cui militava Greg Edwards – sono ancora oggi una delle band più sottovalutate dell’indie americano anni Novanta; III) Carla…

Scritta da Emilio Giannotti • classic post rock • 70+

Le colonne sonore giocano un ruolo di primo piano all’interno della discografia dei Mogwai, d’altronde il loro post rock classico, fortemente emotivo, senza tempo è uno sfondo sonoro che ben si presta all’immagine in movimento dello schermo. Nel 2006, da grandi appassionati di calcio (nonché tifosissimi dei Celtic Glasgow) hanno scritto la colonna sonora di Zidane: A 21st Century Portrait, film documentario che narra le gesta del fuoriclasse…