Scritta da Emilio Giannotti • classic post rock

Le colonne sonore giocano un ruolo di primo piano all’interno della discografia dei Mogwai, d’altronde il loro post rock classico, fortemente emotivo, senza tempo è uno sfondo sonoro che ben si presta all’immagine in movimento dello schermo. Nel 2006, da grandi appassionati di calcio (nonché tifosissimi dei Celtic Glasgow) hanno scritto la colonna sonora di Zidane: A 21st Century Portrait, film documentario che narra le gesta del fuoriclasse…

Scritta da Manuel Dal Fara • electronic pop

Si può essere ottimisti quanto si vuole ma ogni coppia deve prima o poi mettersi in discussione. Il 2009 per i Moderat è stato una luna di miele: il connubio idm/ambient era perfetto e “Rusty Nails” era proprio uno di quei momenti in cui gli innamorati si dileguano per amoreggiare in pace e non disgustare i presenti. La felicità sembrava inarrestabile, fino a quando lei non ha un’idea: “tesoro, non usi mai quell’armadietto, ti dispiace

Scritta da Manuel Dal Fara • the field techno

La prigione dell’identità è la morte dell’artista e questo Axel Willner lo sa bene. Dal momento in cui ha dato inizio al suo percorso creativo il musicista svedese si è sempre mosso come un giocatore di scacchi: pochi passi calcolati ma fondamentali per tenersi in vita. Dai sample a ripetizione di From Here We Go Sublime alla rock band di Looping State of Mind ha saputo giostrarsi in maniera più o meno efficace, ma alla prima prova di verità con Cupid’s…

Scritta da Luca Momblano • funeral folk

Il termine supergruppo non vale più. Non colpisce, non attrae, non illude. Con l’ensemble Heron Oblivion siamo da quelle parti, due Comets on Fire più la presenza ingombrante di un’artista poliedrica come Meg Baird, tra le più rispettate nei circuiti indipendenti Made in USA, qui impegnata nelle particolari veci di cantante/batterista. Qui dove? Qui nell’America che tiene entrambi i piedi nelle impennate psichedeliche di fine ’60, …

Scritta da Emanuele Cioffi • beach rock

Una decade di mediocrità e scelte a dir poco autolesioniste hanno fatto si che oggi, l’annuncio del decimo disco dei Weezer non faccia grande notizia, se non agli occhi dei fan duri a morire che strenuamente hanno resistito ai vari colpi rifilatigli. Al minimo storico di popolarità con i criticatissimi Raditude e Hurley, la situazione sembrava ormai compromessa, eppure come un fulmine a ciel sereno, l’uscita di EWBAITE del 2013 è riuscita…

Scritta da Paolo Busetto • post rock

Che ci sia cresciuto assieme o incappato dopo i fuochi, quando dici Explosions in the Sky la sensazione che ti pervade e i rimandi sonori che riaffiorano sono invariabilmente quelli. Diciamo subito che il mezzo miracolo compiuto con The Wilderness, sesto full-length per la band texana, consiste nel far sentire a casa l’amante di vecchia data senza affatto sedersi sui familiari stilemi, anzi. Se dopo The Earth is not a Cold Dead Place (2003), capolavoro…

Scritta da Luca Momblano • fm pop

Ottavo album solista per una ex piccola icona indie del cantautorato americano, poi attivo nel tandem She & Him, poi ancora ritornato one-man-show di una carriera tutta a testa alta. Spiace quindi parlare di scivolone, ma a tredici anni dal gioiello intitolato “Transfiguration of Vincent” e dopo il raffinato “A Wasteland Companion” del 2012 è difficile accettare una ricetta-compendio ad eccessivo tasso radiofonico. Nulla contro …

Scritta da Daniele Sassi • nostalgia pop

Secondo capitolo della saga Last Shadow Puppets, ovvero Alex Turner degli Arctic Monkeys e Miles “fatti una vita” Kane, accompagnati dagli archi di Owen Pallett, e stavolta anche dal basso firmato Zachary Dawes (Mini Mansions). Per quanto pedante e schematico, The Age of the Understatement aveva avuto l’arguzia di ripescare al momento giusto quell’umore un po’ nostalgic pop, un po’ MOD – anche e non …

Scritta da Manuel Dal Fara • synthetic ambient

Tim Hecker è un autentico pellegrino musicale. All’ottavo album in 15 anni (senza contare le collaborazioni) non mostra alcun segno di cedimento, lavorando e rifinendo in ogni dettaglio le sue creature alla costante ricerca della spontaneità e della bellezza più viscerali. L’avevamo lasciato con le complesse architetture di Virgins, sperimentando nuove soluzioni dopo un decennio dedicato a forgiare un suono vitale e inconfondibile. …

Scritta da Manuel Dal Fara • altitude beats

Quando ci si trova davanti a copertine raffiguranti montagne, si accende la spia del déjà-vu. Ecco che tornano alla memoria il nirvana meditativo di Substrata, le cime ghiacciate e post-apocalittiche di Kid A, il terrore inconscio di Part Two: The Endless Not. Non solo brezza rinfrescante e nevoso candore, quindi: le altitudini ardue da raggiungere possono prestarsi a più interpretazioni. Pare che Skee Mask, DJ tedesco dal background completamente…