Scritta da Emilio Giannotti • post hc & more

Due anni dopo il chiacchieratissimo debut album Guilty of Everything, tornano i Nothing, con un altro gran bel disco e soprattutto con un vestito nuovo di zecca. I muri di sei corde shoegaze che sostanziavano il loro sound restano sullo sfondo, assumono una posizione marginale, al massimo vengono fuori di tanto in tanto per creare un ponte col passato, accade soprattutto con “Curse of the Sun”. Ciò che un tempo costituiva il fulcro diventa un…

Scritta da Thomas Borgogni • psychedelic pop

Deakin è il quarto membro degli Animal Collective, e il motivo per cui non abbia mai voluto mettersi in mostra prima d’ora rimane un mistero. Non solo non si è mai deciso a pubblicare musica anche da solista, ma non appare neppure in diverse delle (migliori) uscite a nome della band (Merriweather Post Pavilion in primis). Lecito dunque credere che non avesse nulla da dire e che fosse solo un gregario, e invece…  invece il ragazzo…

Scritta da Luca Momblano • psych blues

Disco fuori registro per chi pensa alla musica di sottobosco. Ciò non toglie che meriti lo spazio qui riservato. Certo, che LaMontagne (ragazzo ormai uomo di provincia, pescato a suo tempo dai macchinari di una fabbrica di scarpe del Maine) sia in catalogo al fianco di Alicia Keys, Pink & co. desta un certo effetto, per lo meno per noi intellettuali della terramadre Europa. Lui, che aveva sorpreso tutti con l’esordio ormai datato a nome Trouble …

Scritta da Daniele Sassi • gothic choir

Riverberi gotici a nastro, candele accese nella cripta, un infuso caldo di erbe officinali, visioni mistiche di sante alternative, idoli pagani che si illuminano al buio, sintetizzatori che si incantano facile, e qualche nota di piano sparsa qua e là, come condimento a crudo, prima che ripartano altre voci ai gusti di flanger e riverbero. Ovvero la ricetta per ricordare al volgo che il testamento segreto di Don Bérenger Saunière è in possesso di …

Scritta da Daniele Sassi • space poetry
Se devi raccontare il nuovo disco di un mostro sacro del rock, gli errori più comuni in cui puoi cadere sono due. In primo luogo, la troppa prostrazione, tipica del nostalgico rimasto incastrato nella fase “era meglio quando si stava peggio”, o del professionista che scrive i comunicati stampa per i siti che annunciano i concerti: troppe volte abbiamo sbadigliato all’ascolto dei “magnifici ritorni” di icone sbiadite che, a ben vedere,…
Scritta da Do You Realize • wave metal

Se la primavera tarda a venire, se un corvo ti perseguita mentre passeggi con la ragazza sappiamo tutti il perché. Ce li eravamo scordati, forse era meglio così… I Katatonia, ormai mostri sacri nello scenario metal odierno, portavoci di una rivoluzione tutta loro partita nei profondi Novanta, ora sono tornati. Un po’ per inerzia un po’ perché si deve pur sempre campare. L’importante e voler dire qualcosa di nuovo. Ironia, il concetto resta…

Scritta da Do You Realize • vinicio returnz

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo”.
Cesare Pavese

 

 

 

Vinicio Capossela è tornato ad Itaca. O meglio, a Calitri, alta Irpinia. Proprio come Odisseo, dopo anni passati in mare, eroe in esilio, fa ritorno …

Scritta da Manuel Dal Fara • bell chimes techno

“All of us who do creative work, we get into it because we have good taste. But there is this gap. For the first couple years you make stuff, it’s just not that good. It’s trying to be good, it has potential, but it’s not. But your taste, the thing that got you into the game, is still killer. And your taste is why your work disappoints you. A lot of people never get past this phase, they quit. […] It is only by going through a volume of work that you will

Scritta da Alessandro Romeo • psychonauts’ music

Negli ultimi anni non siamo mai stati troppo leggeri con i Motorpsycho. Eccezion fatta per il più che discreto Little Lucid Moments (2008), e volendo essere buoni, anche il precedente Behind the Sun (2014), gli ultimi lavori del combo di Trondheim sono palesemente confusionari e insufficienti, soprattutto se confrontati con la produzione del ben più glorioso passato, la quale, nei casi più rappresentativi, rischia di restare solo come un lontano…

Scritta da Alessio Dainelli • pop rock cantautoriale

L’esordio da solista di Francesco Motta, frontman e leader dei Criminal Jokers è un lavoro estremamente interessante, al quale si può perdonare qualche piccola caduta, prima tra tutte l’inguardabile copertina stile Jim Morrison dei giorni nostri, che potrebbe da sola essere sufficiente ad attirare le antipatie e i pregiudizi di molti. In realtà, il disco funziona eccome e lasciarsi condizionare dalle mere apparenze sarebbe un …