Scritta da Alessandro Romeo • post tragic metal

Dopo il sorprendente lavoro omonimo dello scorso anno, i Nero di Marte confermano quanto di buono hanno già mostrato in giro per il mondo. Derivae è un lavoro più maturo e meno orecchiabile – in senso benevolo – e lascia ancora una volta sbigottiti, sia per la sensibilità musicale che ne viene fuori, sia per la voglia di oltrepassare ogni limite concettuale imposto dagli stilemi ormai stantii del genere. E, francamente, nessuno nel mondo

Scritta da Emanuele Cioffi • post hardcuore

Non è passato neanche un anno dal già notevole Hýbris che i FASK ci riprovano e pensano bene di battere il ferro finché caldo, con una discreta e giusta campagna pubblicitaria alle spalle (è possibile ascoltarli anche negli spot di Spotify), e con il supporto di una solida fan base, cementificata dall’entusiasmo per i precedenti lavori e dalle celebrazioni della stampa.
Prima ancora della musica, sono il titolo e la copertina a fare da ponte…

Scritta da Alessio Dainelli • noise rock

Pansonica, ultima fatica dei Marlene Kuntz, non è niente altro che una apprezzabile operazione nostalgia, concepita per festeggiare i venti anni dall’uscita di Catartica (1994). Per tutti quelli che, come chi scrive, hanno oltrepassato la soglia delle trentacinque primavere e si sono avvicinati alla musica rock agli inizi degli anni ’90, magari per “colpa” di autentiche icone di quegli anni come Kurt Cobain e Eddie

Scritta da Alessio Dainelli • cantautorato pop

Basta osservarlo, col capello arruffato e quell’aria un po’ trasandata da artistoide nerd, per capire che Nicolò Carnesi, palermitano classe ’87, non è un tipo comune. D’altra parte, stiamo parlando di uno dei più brillanti esponenti della talentuosa leva indie-cantautorale prepotentemente emersa nel nostro meridione nel corso di questi ultimi anni, quella che vede in prima linea personaggi del calibro di Dario Brunori…

Scritta da Emilio Giannotti • spaghetti alt rock

Si invecchia, c’è poco da fare. Nel 1997 Manuel Agnelli sentenziava con ironia pungente: “Yeah, sono un musicista contabile. / Yeah, ho il male di vivere. / O è il troppo caffè? / Yeah, ho una valigetta / mi tiene ben legato / alla realtà”. Ne sono passate di primavere e ironia della sorte oggi quel testo sembra rappresentare degnamente la traiettoria (discendente) degli Afterhours. Certo la visibilità è aumentata, complice la spedizione…

Scritta da Alessio Dainelli • cantautorato

“O la va o la spacca”. Non è difficile immaginare lo stato d’animo di Vasco Brondi nel momento in cui si è trovato a dover registrare questa sua nuova fatica in studio. Dopo essere salito alla ribalta un po’ casualmente con un disco molto discusso come Canzoni da spiaggia deturpata (2008), forse il più significativo album cantautoral-esistenziale italiano degli anni ’00 – espressione del disagio interiore…

Scritta da Alessandro Romeo • poetical post hc

Il primo lavoro heavy Made in Italy degno di nota del 2014 è il debutto su LP dei veneti Storm{O}. Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso è un vero calcio in faccia violentissimo e disprezzante verso il genere umano. La peculiarità nella proposta sta nel fondere ondate schizofreniche di memoria Converge, mathcore che richiama quello dei connazionali Lento, violenza di stampo Botch e, soprattutto, testi in italiano di …

Scritta da Alessio Dainelli • cantautorato pop

Dario Brunori è un gran paraculo. Il simpatico cantastorie calabrese, giunto alla notoriamente difficile prova del terzo album in studio, deve davvero aver sentito grandissime pressioni ed aspettative su di sé. Il suo album d’esordio, intitolato semplicemente Vol. 1, aveva fatto incetta di premi e gli aveva appiccicato addosso l’etichetta di “giovane promessa”, mentre il successivo Vol. 2 – Poveri Cristi era stato segnalato …

Scritta da Alessio Dainelli • cantautorato pop

Sulla scia dell’ultimo Festival di Sanremo, è arrivato anche per noi il momento di occuparci della nuova fatica di Giuseppe Peveri, in arte Dente, cantautore che si candida con forza per essere uno dei futuri protagonisti (?) della storica kermesse musicale italiana, oramai ridotta, tranne qualche sporadica eccezione, a simbolo di quanto di peggio annualmente pubblicato nel nostro Paese. Dimenticatevi l’artista sbarazzino degli esordi,…

Scritta da Francesca Scozzarro • ethereal wave pop

Quella dei Be Forest è la storia esemplare che tutte le giovani band italiane vorrebbero poter scrivere. Un esordio interessante, Cold al quale ha fatto seguito un ottimo riscontro di critica ma anche di pubblico, un tour europeo al fianco di una band internazionale (i Japandroids) nel momento in cui tutte le orecchie erano puntate verso di loro, l’attenzione da parte delle webzine straniere. Poi una giusta pausa calibratissima ed un secondo…