Scritta da Daniele Sassi • confessional synth pop

Il fascino esotico, la scollatura di copertina, l’umiltà e tutto sommato la simpatia del personaggio non devono indurre a un giudizio acritico delle tredici nuove canzoni a firma Bat for Lashes che, purtroppo, nell’insieme risultano pesanti da digerire. Non è questione di ridondanza di arrangiamenti, perché tutto sommato c’è una linearità basica che sorregge le melodie, anche quando le tracce si moltiplicano e la tendenza potrebbe…

Scritta da Manuel Dal Fara • chill aphex techno

Caro zio Richard, siamo contenti che ti sei rifatto vivo dopo oltre un decennio. Un ascolto per curiosità te lo daremo sempre e quel Computer Controlled Acoustic Instruments pt2  dell’anno scorso sembrava un buon segno, in cui si notava una voglia residua di sperimentazione. Dobbiamo però confessare una cosa: sì, eravamo abbastanza emozionati all’uscita di Syro e di conseguenza siamo stati di manica un po’ larga. Ti abbiamo dato fiducia sul…

Scritta da Daniele Sassi and Alessio Dainelli • funk rock

Non scriviamo questo pezzo per coglionare per l’ennesima volta il fan italiano dei Back Street Chili Peppers. Non c’è più niente da ridere. D’altronde lo sciovinismo californicentrico ha pagato piuttosto bene, e ormai i RHCP sono vecchi e annoiati.
Se ai tempi della magnificazione del personaggio John Frusciante da parte di MTV, delle penose performance dal vivo della band, e soprattutto dei clamorosi tonfi discografici che hanno succeduto…

Scritta da Alessio Dainelli • synth pop

Come i lettori più attenti alla scena electro ben sanno, Cosmo non è altro che il nome del progetto in lingua italiana dietro il quale si cela Marco Jacopo Bianchi, storico membro dei Drink to Me, apprezzato combo piemontese in circolazione ormai dal 2002. Niente altro che un mezzo per dare libero sfogo al proprio lato più intimo e cantautorale, inevitabilmente destinato a rimanere sullo sfondo all’interno dei lavori della band di appartenenza.…

Scritta da Daniele Sassi • ambient techno

Il limite dei Plaid è sempre stato quel loro voler abbracciare uno spettro troppo ampio della IDM che penalizza la fluidità di ascolto, e che spezza costantemente il ritmo e l’immaginazione. Forse più che su long playing, il loro meglio l’hanno spesso dato sulle brevi durate, perché meno notavi questa disomogeneità più e meno pronunciata di cui quasi tutti i loro dischi soffrivano. Non rinunciando all’ibridazione sincopata tra strumenti…

Scritta da Alessandro Romeo • post death

Il 2016 si sta mostrando molto più prolifico dello scialbo anno precedente nell’ambito della musica pesante. Tra le perle venute fuori possiamo sicuramente annoverare l’ultima fatica dei Gorguts, gruppo seminale associato solitamente alla scena death anni 90. Pleiades’ Dust, è un EP composto di una singola traccia di 33 minuti e non ci sbilanciamo a dire che si candida a segnare un nuovo punto di arrivo/partenza per la musica pesante del nuovo…

Scritta da Daniele Sassi • nu metal core

Dopo il clamoroso e inatteso di colpo di coda di Koi No Yokan, ecco Gore, l’ottavo album in studio dei Deftones, una delle poche band dei Novanta che se non si può più definire di riferimento per il proprio genere, perché il genere o la scena non esistono neanche più, si deve quantomeno annoverare tra le poche nate in quegli anni che ancora attirano la nostra attenzione e su cui poggiamo alte aspettative. In questo senso le nuove canzoni deludono parzialmente…

Scritta da Alessio Dainelli • italian rock

Il ritorno a quattro anni di distanza dall’interlocutorio Padania (2012) di Manuel Agnelli e soci è un album molto difficile di valutare. Dal punto di vista dei contenuti, un lavoro sincero, pieno di vita vissuta, destinato a colpire fin da subito l’ascoltatore più sensibile per la sua drammatica autenticità. Un disco cupo quanto e forse anche più di Quello che non c’è (2002), incentrato sulla recente scomparsa del padre…

Scritta da Daniele Sassi • multilateral post metal
Dopo lo scioglimento degli ISIS, in molti hanno atteso al varco Aaron Turner. In ultimo su di lui contavano ancora gli irriducibili del post metal, genere o scena musicale in grave crisi d’identità da oltre un lustro. Tralasciando le sue amorevoli pubblicazioni in duo con la consorte Faith Coloccia, il debutto dei Sumac, la creatura animata assieme a Nick Yacyshyn dei Baptists e Brian Cook dei Russian Circles, è stato una sorprendente delusione.…
Scritta da Alessandro Romeo • post apocalypse

Se il debutto è stato dimenticato in fretta, il secondo omonimo lavoro dei Bloodiest potrebbe lasciare qualche traccia. Le influenze del gruppo di Chicago attingono a piene mani da post metal e sludge, alternando riff di tooliana memoria a potenti eruzioni di malignità che rimandano a Yob, Neurosis e Crowbar. In generale però convincono le atmosfere inquietanti proprie degli ultimi Swans, che pervadono l’intero lotto omogeneizzandolo.…