Appendice Top 100 Anni ’10

A margine della nostra classifica coi migliori 100 dischi del decennio che va dal 2010 al 2019, ecco cinque particolari pubblicazioni che non rispondevano ai criteri di selezione della chart, ma che meritano comunque una menzione speciale. Si tratta di lavori eccellenti nei loro generi, e che sarebbe bene non lasciarsi sfuggire. Allo stesso tempo già nel momento in cui pubblichiamo questa appendice ci tornano in mente numerose altre release quali EP, live, compilation, colonne sonore, riedizioni di opere pressoché sconosciute all’epoca della prima pubblicazione che estenderebbero facilmente questa short list. Ci sarà l’occasione di ritornarci sopra… Intanto la discussione prosegue nel forum.

Lorenzo Senni – Persona (2016). Dopo l’ingresso di Clap! Clap! negli elenchi della Warp Publishing ecco un altro italiano entrare in orbita Warp, e in questo caso addirittura dalla porta principale della casa madre: ora il nome di Lorenzo Senni compare vicino a quelli di Aphex Twin, Autechre, Flying Lotus, Boards of Canada e Brian Eno. Non male, eh? Impossibile non sentirsi orgogliosi. Un posto meritatissimo che corona un percorso di ricerca sonora che ha preso le mosse dalle scene hardcore (punk e digital) e dai pausoni dei brani trance (chi c’era sa) per raggiungere un punto che ad oggi trascende le definizioni. E, cosa ancora più importante, tutto è accaduto in piena libertà e inseguendo il divertimento più puro. Persona è un EP di talento e visione.

Sufjan Stevens – Silver and Gold (2012). Ecco il disco che vi salverà sempre il pranzo di Natale. A nostra memoria, Silver & Gold è la più bella compilation di brani natalizi che un artista pop abbia mai pubblicato. Non storcete subito il naso, Sufjan ha la coscienza pulita e il suo intento non può essere quello di monetizzare (anche perché i crediti vanno agli autori originali e ai loro eredi, come ricorderà chi ha letto About a Boy di Nick Hornby). Dai 58 (cinquantotto!) brani del box set – tutti arrangiati con fantasia e spirito indie – oltre alla minuziosa ricerca traspare autentico amore per questo che è un vero e proprio genere/settore (d’altronde già nel 2006 aveva pubblicato una raccolta simile) e in un’epoca in cui i dischi si scoprono e consumano in pochi giorni, la mossa di dedicare un intero lavoro a un determinato periodo dell’anno si rivela del tutto azzeccata e non ci stupiremmo se qualcuno lo tirasse fuori ben prima o addirittura dopo le Sante Feste. Insomma, un regalo davvero frivolo e massiccio, roba che solo a pensarci viene voglia di cominciare a fare il presepe. 

V.A. – Mono No Aware (2017). La compilation di ambient music più coinvolgente di questi anni è edita dalla PAN e si intitola Mono No Aware, che nella cultura giapponese indica l’essere coscienti dell’impermanenza delle cose e, in questo, l’essere in grado di coglierne l’effimera bellezza e di partecipare emotivamente ad esse. Un senso di nostalgia tipico di certa letteratura nipponica che si ritrova nelle profondissime sedici tracce di questa raccolta così magica e cinematografica. Un autentico gioiello da non perdersi nel marasma di produzioni più e meno alternative sputate da Bandcamp. 

V.A. – Whom the Moon a Nightsong Sings (2010). Raccoglie ventuno tracce di musica neo folk scandinava, e vi partecipano nomi già piuttosto noti anche al pubblico indie come Vàli, Tenhi e Ulver, oltre a una schiera di artisti ancora in cerca di una qualche ribalta. Non vi aspettate altro che le atmosfere degli attori appena citati quindi; solo, per stavolta, vale la pena far girare questi due dischi seduti di fronte al focolare, magari sbriciolando qualche biscotto allo zenzero o sorseggiando dell’acquavite ben stagionata, per riscaldarsi mentre fuori va in scena la tempesta perfetta. Sarebbe il contesto ideale per delle acustiche comunque ambientate in un immaginario black metal, e quindi reminiscenti di latitudini verso dove neanche l’impero romano se l’è sentita di avanzare più di tanto. Le tracce migliori però sono quelle che più evocano qualcosa di tradizionale, lo spirito di quelle lande così fredde eppure sempre affascinanti per noi mediterranei.

The Weeknd – House of Balloons (2011). Primo episodio di quella che sarebbe diventata una chiacchieratissima trilogia, House of Balloons è una ventata di freschezza nello scenario dell’R&B contemporaneo, al passo coi tempi per influenze, melodie, e sonorità. Ecco qualcuno che ci ricorda dell’esistenza di un concetto di riutilizzo meno popolare e sfrontato rispetto a quello dei rapper più in vista; è questo il merito principale di Tesfaye, assieme all’aver realizzato un pugno di canzoni dal grande fascino melodico, quasi universali per il loro potenziale appeal anche presso chi non mastica pane e R&B. Il mixtape del decennio è servito.


E per proseguire la discussione, di seguito trovate i primi esclusi dalla TOP 100. Sono 30 album che potevano essere eleggibili e quindi inseriti nella chart, ma che non ce l’hanno fatta per poco. Farete senz’altro caso che si tratta principalmente di dischi rock, che evidentemente hanno lasciato spazio a musica di altri generi (soprattutto black, soul ed electro) che non era abbondantemente presente nelle nostre classifiche dei decenni precedenti. Segno che qualcosa è radicalmente cambiato…

  • The Antlers – Burst Apart (2011)
  • Arcade Fire – Reflektor (2013)
  • Arctic Monkeys – Suck It and See (2011)
  • Beach House – 7 (2018)
  • Bill Callahan – Dream River (2013)
  • Brian Eno – The Ship (2016)
  • Broken Social Scene – Hug of Thunder (2017)
  • Cloud Nothings – Attack on Memory (2012)
  • The Death Grips – Government Please (2013)
  • DJ Healer – Nothing 2 Loose (2018)
  • DJ Koze – Amygdala (2013)
  • DIIV – Oshin (2012)
  • Freddie Gibbs & Madlib – Piñata (2014)
  • Kanye West – Yeezus (2013)
  • Kuedo – Severant (2011)
  • Kurt Vile – Smoke Ring for My Halo (2011)
  • Okkervil River – The Silver Gymnasium (2013)
  • Prawn – You Can Just Leave It All (2011)
  • Real Estate – Atlas (2014)
  • Robert Glasper Experiment – Black Radio (2012)
  • Saba – Care For Me (2018)
  • Sampha – Process (2017)
  • Sepalcure – Sepalcure (2011)
  • Sharon Van Etten – Are We There (2014)
  • Slowdive – Slowdive (2017)
  • Solange – A Seat at the Table (2016)
  • Spiritualized – Sweet Heart Sweet Light (2012)
  • Tame Impala – Lonerism (2012)
  • Thom Yorke – Tomorrow’s Modern Boxes (2014)
  • Janelle Monae – The Archandroid (2010)

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