Anteprima Suspiria

“Donde esta la lancha?” 
Finisce così la mia prima esperienza alla Mostra del Cinema di Venezia, all’una di notte in mezzo a un parcheggio della zona del Tronchetto, bagnato come un pulcino e con uno strano personaggio apparso dal nulla che ci chiede informazioni in una lingua che pare spagnolo.
La giornata inizia nel primo pomeriggio: si parte con altri 4 amici alla volta di Venezia, si parcheggia l’auto al Tronchetto, 5 minuti a piedi fino al Ponte della Costituzione e da lì si prende la linea speciale MC che ti porta fino al Lido e alla 75° Mostra del Cinema. Il vaporetto fa il giro largo, non passa per il Canal Grande ma per Canale Scomenzera, davanti all’Hilton e agli ormeggi degli yacht dal costo delle decine di milioni di euro. Poi ecco Piazza San Marco e la Giudecca, il Ponte dei Sospiri (finalmente finito il restauro), Palazzo Ducale e poi si devia verso il Lido.
Quaranta minuti di viaggio per arrivare alla zona centrale della Mostra del Cinema, sul lungomare. Qui abbiamo il Palazzo del Cinema, sede delle proiezioni ufficiali e davanti alla quale avviene il red carpet con gli attori, registi e personaggi famosi vari; il Palazzo del Casinò, riqualificato per l’occasione a sala cinematografica e varie strutture tirate su solo per il periodo della Mostra: la Sala Giardino, il Palabiennale, e poi bar e ristoranti pieni per lo più di giornalisti da tutto il mondo qui per seguire la Mostra. Un mio amico mi racconta che fino a qualche anno fa non c’era molto oltre le sale: arrivavi, e ti pareva una qualsiasi altra giornata al Lido. Un bel cambiamento insomma, ma almeno hai la sensazione che qualcosa stia succedendo. D’altronde se non vai a vedere i film, rimane gran poco da fare.
Noi siamo qui per vedere l’anteprima del remake di Suspiria di Luca Guadagnino, al Palabiennale. Arriviamo giusti per l’inizio del red carpet davanti al Palazzo del cinema, e decidiamo di darci un’occhiata, ma purtroppo non si vede granchè: gran parte dello spazio è riservato ai giornalisti e il poco rimasto o sei arrivato molto presto per avere la prima fila o ti sei portato da casa una scaletta (giuro, alla sera, di ritorno, ne ho vista più di una incatenata alle strutture per non farsele rubare). Saremo in 200, e noi ovviamente siamo in ultima fila, per cui tra quelli che si sbracciano col cellulare e quelli in punta di piedi per vedere meglio, noi riusciamo a vedere davvero poco, a meno di rivolgersi ai mega schermi. Riesco a vedere Naomi Watts e Cate Blanchett, tra le prime ad arrivare come giudici. A ruota gli attori, Chloë Grace Moretz e Mia Goth (vista su Nymphomaniac di Von Trier), Tilda Swinton, Dakota Johnson e Luca Guadagnino tutti e 3 in rosso; a sorpresa era presente anche Thom Yorke, autore della colonna sonora.
Ormai è ora di muoversi verso il Palabiennale, la sala è enorme (ipotizziamo un migliaio di posti a sedere) e piena, si contano pochi posti liberi. A fine visione e a bocce ferme penso che il film è girato molto bene, con un paio di scene veramente d’effetto (scena d’apertura con la Moretz, le coreografie delle parti di danza, la scena del provino della Johnson), bella la fotografia, scelta di luci e colori molto funzionale con la storia; sia Dakota Johnson che Tilda Swinton fanno un’ottima prova (la Swinton in particolare in quei ruoli si sente come a casa sua). La colonna sonora di Thom è molto intrigante per quel che siamo riusciti a cogliere durante la visione: a parte “Suspirium”, il brano d’anteprima pubblicato qualche giorno fa che nel film si ritrova durante i titoli di apertura e che in altre forme ricorre spesso durante il film, il resto delle tracce appare diviso tra momenti d’atmosfera, tappetti di elettronica con poche note in risalto, e parti usate per le coreografie di danza più ritmati e movimentati. L’album sarà un doppio CD ed arriverà nei negozi il 26 ottobre via XL Recordings. Le 25 composizioni originali di Yorke dovrebbero funzionare bene anche da sole, cioé distaccate dal contesto del film, anche perché ci sono canzoni vere e proprie come “Unmade” e “Has Ended” in cui la voce dei Radiohead spezza la sensazione che si tratti solo di una colonna sonora estemporanea. Oltre alle ballate piano e voce, Thom pare aver recuperato sia alcuni stilemi Kraut rock, sia il gusto dei sintetizzatori modulari del periodo. D’altronde tutto il sound è sembrato ispirato dall’ambientazione del film nella Berlino del 1977 (hai presente Low?). “Ho provato a comporre incantesimi”, ha dichiarato poi in conferenza stampa, quasi a giustificarsi per il risultato da horror movie.
Confronti con l’originale non posso farne perché non l’ho mai visto; di Dario Argento ho visto gli altri classici Profondo Rosso e Phenomena, visti ancora ai tempi delle scuole medie quando si faceva scorpacciate di horror in compagnia…
Usciti dal Palabiennale, troviamo il Lido e Venezia sotto una tempesta d’acqua e vento; nel percorso tra sala – vaporetto e vaporetto riusciamo a lavarci come se non avessimo neanche usato ombrelli e k-way. E qui, all’improvviso e alle nostre spalle, all’una di notte nel mezzo del parcheggio del Tronchetto si materializza un personaggio con la domanda: “Donde esta la lancha?”.

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